il commento
Bronte, l'aggressione agli operatori del 118 da parte di un ciclista. La condanna di Asp e sindacato
Per la Uil bisogna chiedersi «se a bordo delle ambulanze lavoratrici e lavoratori siano dotati dei più evoluti apparati di sicurezza che consentano procedure rapide per l’attivazione delle forze dell’ordine»
La Direzione aziendale dell’Asp di Catania condanna con fermezza l’aggressione subita da un medico e da due soccorritori del 118 in servizio a Bronte ed esprime piena vicinanza ai professionisti coinvolti.
L'ultimo episodio risale a martedì scorso, quando il medico e i due soccorritori sono stati aggrediti da un 40enne del luogo, esperto anche in arti marziali. Dalla ricostruzione effettuata, intorno alle 16,30 l'equipaggio del 118 di Bronte è stato chiamato per un incidente con la bici in via Cardinale De Luca. Giunti sul posto i sanitari hanno trovato l'uomo seduto su uno scalino, con diverse ferite ed escoriazioni non gravi, probabilmente dovute ad una caduta con la bici. Al momento di visitarlo, il 40enne ha dapprima inveito contro il medico e poi ha assalito l'equipaggio, sferrando dei pugni, nonostante alcuni passanti e amici abbiano cercato di fermarlo. Impresa non riuscita con i sanitari che si allontanavano dal paziente chiedendo l'aiuto delle forze dell'ordine
Il direttore sanitario, Giovanni Francesco Di Fede, ha contattato personalmente il medico aggredito per informarsi sulle condizioni di salute sue e degli altri componenti dell’equipaggio, manifestando, a nome del direttore generale Giuseppe Laganga Senzio, la solidarietà dell’intera Azienda. «Condanniamo con fermezza ogni forma di violenza nei confronti di chi opera quotidianamente per tutelare la salute e la vita delle persone. Ai professionisti coinvolti rinnoviamo la nostra solidarietà e il nostro sostegno. Rivolgiamo un sentito ringraziamento alle Forze dell’Ordine per il tempestivo intervento. Episodi come questo richiamano tutti a una maggiore consapevolezza del valore del lavoro svolto dagli operatori dell’emergenza e dell’importanza del rispetto nei confronti di chi interviene per prestare soccorso. Aggredire un soccorritore significa colpire chi è lì per aiutare».
«L’aggressione ai danni di alcuni operatori del 118 in servizio a Bronte rappresenta un segnale che interessa tutti e che non può passare sotto silenzio. Per questo, riteniamo doveroso manifestare pubblicamente solidarietà e sostegno alle vittime di questo episodio ingiustificabile e inquietante, mentre vogliamo ribadire la nostra gratitudine a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori dell’emergenza-urgenza per il servizio essenziale che quotidianamente svolgono, in condizioni mai facili». Così Enza Meli, segretaria generale della Uil di Catania, commenta la notizia dell’aggressione avvenuta in strada ai danni di un equipaggio del 118. «Lavoratrici e lavoratori della Sanità – aggiunge Meli – restano assurdamente esposti a violenze intollerabili che si ripetono in modo ormai sistematico in provincia di Catania, come altrove. Questi fatti rischiano di creare tensione, paura, disagio in chi è invece chiamato a intervenire nel migliore stato possibile per offrire competenza e umanità a tutela della salute, della vita, di ogni persona».
L’esponente sindacale conclude: «Ribadiamo la necessità che, a ogni livello istituzionale, si porti avanti un confronto strutturale su prevenzione del rischio e protezione del personale dell’emergenza-urgenza. La solidarietà non basta. Chiediamoci, ad esempio, se a bordo delle ambulanze lavoratrici e lavoratori siano dotati dei più evoluti apparati di sicurezza che consentano procedure rapide per l’attivazione delle forze dell’ordine».