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Catania, verso la fine i lavori alla Torre incompiuta di viale San Teodoro. Trantino: «Restituiamo dignità a Librino»

Sopralluogo nel cantiere, finanziato con risorse del Fondo Sviluppo e Coesione con 6 milioni di euro, dove nasceranno 72 appartamenti

14 Settembre 2026, 13:37

13:40

Catania, verso la fine i lavori alla Torre incompiuta di viale San Teodoro. Trantino: «Restituiamo dignità a Librino»

Verso il traguardo i lavori di recupero e completamento della Torre di viale San Teodoro, nel quartiere Librino, complesso di edilizia economica e popolare rimasto incompiuto per oltre un quarto di secolo.

L’intervento, atteso da anni, restituirà alla funzione abitativa uno stabile dell’Istituto Autonomo Case Popolari (Iacp) di Catania e contribuirà in modo concreto alla riqualificazione di una delle aree più popolose della città.

Il sindaco Enrico Trantino ha effettuato un sopralluogo nel cantiere, finanziato con risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 per complessivi 6.263.352,75 euro.

Il progetto riguarda una torre con 72 appartamenti distribuiti su dodici piani residenziali, impostati su un basamento di quattro livelli destinati, secondo il Piano di Zona di Librino, a parcheggi, esercizi commerciali e uffici.

L’opera assume un rilievo particolare perché consente di recuperare un manufatto da decenni in forte degrado, trasformando una situazione di abbandono in nuova offerta abitativa e innalzando la qualità urbana del quartiere.

La riqualificazione della Torre rientra in un percorso più ampio di rigenerazione di Librino, fondato sul recupero del patrimonio edilizio esistente e sulla restituzione alla comunità di spazi e immobili con una chiara funzione sociale.

“Sono stato insieme ai tecnici comunali nel cantiere dei 72 alloggi che stiamo riqualificando insieme all’Istituto Autonomo Case Popolari, verificando lo stato dei lavori e la qualità degli appartamenti. Dalla terrazza lo sguardo abbraccia Catania e permette di vedere molti dei luoghi nei quali stiamo intervenendo: il campo da rugby di San Teodoro, la palestra del plesso Brancati, il Pala Nesima e gli altri 64 nuovi alloggi del progetto PINQuACasa, sport, spazi e servizi: investire a Librino significa migliorare la qualità della vita e restituire dignità a un quartiere troppo spesso raccontato solo attraverso le sue difficoltà. Ma la trasformazione di Librino appartiene soprattutto a chi Librino lo vive ogni giorno. Ai cittadini chiediamo di crederci insieme a noi, di accompagnare questo cambiamento, di avere cura di ciò che stiamo costruendo e, soprattutto, di amare questo luogo per quello che è: casa”.

Con le risorse attualmente disponibili si procederà al completamento del piano di copertura e dei sei livelli residenziali compresi tra il tredicesimo e l’ottavo, per i primi 36 alloggi, cui faranno seguito gli altri 36.

La scelta di dividere l’intervento in più fasi è legata all’incremento dei costi registrato dal momento della gara d’appalto e alla necessità di concentrare i fondi sul completamento di una porzione significativa dello stabile.

Il cantiere prevede il risanamento delle superfici murarie interne ed esterne degli appartamenti e delle parti comuni, il ripristino di verande e balconi, la posa di nuovi pavimenti e rivestimenti e l’installazione di sanitari di nuova fornitura.

Sono inoltre previsti nuovi impianti elettrici, idrici e fognari, con separazione delle acque bianche e nere, sistemi di climatizzazione caldo/freddo a pompa di calore, impianti per la produzione di acqua calda sanitaria e un fotovoltaico centralizzato in copertura.

Il cronoprogramma fissa la conclusione dei lavori al 31 dicembre 2026, con la conseguente possibilità di procedere all’assegnazione dei primi 36 alloggi nel primo semestre del 2027, a beneficio di famiglie in attesa di una soluzione abitativa.

La Torre di viale San Teodoro rappresenta quindi un tassello cruciale non solo per ampliare l’offerta di edilizia residenziale pubblica, ma anche per il più ampio processo di trasformazione urbana di Librino: il recupero di un edificio rimasto per oltre 25 anni incompiuto eliminerà una criticità storica, migliorerà le condizioni abitative e restituirà piena funzionalità a una struttura concepita, sin dall’origine, come parte integrante del sistema di servizi e residenze del quartiere.

Parallelamente, il Dipartimento regionale delle Infrastrutture ha stanziato ulteriori 5,6 milioni di euro per il recupero dei restanti sei piani residenziali, pari ad altri 36 appartamenti.

Queste risorse consentiranno di completare progressivamente l’intero edificio attraverso un successivo intervento che l’Iacp affiderà mediante appalto integrato.