il caso
Bimbi delle elementari alle scommesse clandestine, il macabro show dei combattimenti tra cani a Gela
I video sequestrati dagli investigatori svelano la presenza di minorenni agli incontri tra pitbull. La denuncia del procuratore Vella
In alcuni dei nove combattimenti clandestini documentati in video — due a Gela, gli altri tra la Campania e la provincia di Agrigento — è emersa la presenza di minori: bambini in età di scuola primaria.
Lo ha reso noto il capo della Procura di Gela, Salvatore Vella. “Siamo di fronte a esempi di educazione deviata alla crudeltà — ha detto il dott. Vella — ed è un particolare ancor più grave a Gela, dove la mafia addestrava i baby killer facendoli esercitare a sparare proprio sugli animali. C’è stata una progressione di crudeltà”.
Un elemento dell’inchiesta che colpisce anche alla luce del forte allarme sociale in città, dove giovanissimi risultano coinvolti in gravi atti di vandalismo — come l’incendio di due giorni fa alla scuola Capuana — e nello spaccio di droga.
Tornando all’operazione “L’inferno dei pitbull”, per sei persone legate al circuito delle lotte clandestine è in corso l’iter per la richiesta di misure cautelari.
In quattro dei luoghi perquisiti sono state individuate due palestre destinate agli allenamenti, con attrezzature anche artigianali: tra i sequestri figurano due tapis roulant — uno dei quali costruito in modo rudimentale — oltre a vari strumenti per l’addestramento e il combattimento.
Dei tredici pitbull sottratti ai presunti organizzatori, alcuni erano cuccioli, una femmina era incinta e molti presentavano sul corpo i segni delle violenze, con la dentatura gravemente compromessa.

