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Catania, sequestrati e distrutti 210 chili di alimenti in un bar: non erano idonei alla commercializzazione

L’intervento ha coinvolto i diversi enti istituzionali che compongono la task force, secondo il collaudato schema di controlli integrati predisposto dalla Questura

08 Settembre 2026, 11:14

11:21

Catania, sequestrati e distrutti 210 chili di alimenti in un bar: non erano idonei alla commercializzazione

La Polizia di Stato ha provveduto a sequestrare e distruggere 210 chili di alimenti in un bar nella zona di piazza Michelangelo a Catania.

I controlli mirano alla tutela della salute dei consumatori, nonché la regolarità dei rapporti di lavoro e le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro a garanzia del personale. L’intervento ha coinvolto i diversi enti istituzionali che compongono la task force, secondo il collaudato schema di controlli integrati predisposto dalla Questura di Catania. A dirigere le attività sono stati i poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, con l’impiego delle pattuglie delle Volanti e degli agenti della Divisione Polizia Anticrimine, che hanno assicurato la cornice di sicurezza durante gli accertamenti di competenza del Corpo Forestale della Regione Siciliana, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, dei servizi Veterinario, Igiene e Spresal dei Dipartimenti di Prevenzione dell’Asp di Catania e della Polizia Locale.

Il gruppo di lavoro ha concentrato le ispezioni su un’attività commerciale nell’area di piazza Michelangelo, riscontrando diverse criticità, in particolare nella conservazione degli alimenti. All’esito dei controlli sono stati sequestrati 210 chilogrammi di derrate, tra salumi, formaggi e margarina, con contestuale distruzione dei prodotti non idonei alla commercializzazione. Il titolare è stato denunciato all’Autorità giudiziaria, ferma restando la presunzione d’innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Gran parte dei generi alimentari è risultata priva dei requisiti di tracciabilità, indispensabili per determinarne l’esatta provenienza. Sono state comminate sanzioni per 6.000 euro per l’assenza di tracciabilità e per 2.000 euro per la mancata applicazione delle procedure HACCP, in particolare per il mancato aggiornamento delle schede giornaliere di rilevazione delle temperature. Non sono emerse irregolarità per quanto concerne la sicurezza sul lavoro e la posizione contrattuale degli otto dipendenti.

La Polizia Locale ha inoltre contestato una difformità nell’occupazione del suolo pubblico, l’assenza del preposto, l’installazione abusiva di una tenda e la presenza di insegne pubblicitarie non autorizzate, applicando sanzioni amministrative per quasi 1.700 euro e disponendo la sospensione della Scia con chiusura dell’attività per cinque giorni.