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Acque reflue industriali sversate illecitamente: sigilli a un autolavaggio ad Adrano

I militari dell’Arma scoprono anche un dipendente senza contratto e senza visite mediche preventive

27 Agosto 2026, 13:02

13:10

Acque reflue industriali sversate illecitamente: sigilli a un autolavaggio ad Adrano

L’operazione, scattata in mattinata, è stata condotta dai Carabinieri della Sezione Operativa di Paternò in sinergia con i reparti specializzati dell’Arma — Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) e Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Catania — con il supporto della Stazione locale, nell’ambito di un piano coordinato di verifiche sul territorio etneo.

Le ispezioni hanno fatto emergere irregolarità di rilievo penale e amministrativo. Nel mirino il titolare dell’esercizio, un imprenditore 39enne residente ad Adrano, denunciato a piede libero all’Autorità giudiziaria per gravi violazioni della normativa ambientale e delle disposizioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Sul versante ambientale, i militari hanno accertato lo scarico di acque reflue industriali in assenza della prescritta autorizzazione, in violazione dell’articolo 137 del Decreto legislativo n. 152/2006, e contestato la gestione non autorizzata di rifiuti ai sensi dell’articolo 256 dello stesso testo normativo.

Considerata la natura dell’attività, ad alto impatto idrico, e al fine di prevenire possibili contaminazioni del suolo e delle falde, è scattato il sequestro preventivo dell’intero impianto.

Le irregolarità hanno riguardato anche l’ambito lavoristico. L’accertamento congiunto con il NIL di Catania ha rilevato la presenza di un dipendente impiegato completamente “in nero”, privo di tutele contrattuali e previdenziali. Al titolare è stata comminata una maxi-sanzione amministrativa di 1.950 euro per lavoro irregolare e un’ulteriore ammenda di 1.423,84 euro per omessa sorveglianza sanitaria del lavoratore, obbligo che prevede visite mediche preventive e periodiche a carico del datore di lavoro. È stato inoltre avviato il recupero di contributi previdenziali e premi assicurativi non versati per un importo complessivo di 1.200 euro.

L’azione congiunta dei reparti territoriali e specializzati dell’Arma conferma l’efficacia del controllo capillare sul territorio, finalizzato a tutelare la salute dei lavoratori e l’ambiente, nonché a garantire condizioni di concorrenza leale tra le imprese che operano nel rispetto delle regole, contrastando chi abbatte indebitamente i costi esercitando nell’illegalità.

Sulla base degli elementi raccolti — che dovranno trovare riscontro in sede giudiziaria — il 39enne è stato deferito per violazioni della normativa ambientale e della sicurezza sul lavoro. Resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.