piano d'azione
Enna, l'Asp avvia i recuperi vaccinali dopo la tragedia di Palermo
Verifiche capillari su tutto il territorio provinciale per individuare i minori scoperti e completare i cicli salva-vita
Emergenza difterite e azioni di contrasto mirate a tutela della salute collettiva al via anche nell’Ennese dopo la tragica scomparsa della bambina di appena 4 anni morta lo scorso agosto a Palermo. L’Azienda sanitaria provinciale di Enna ha infatti già accelerato sui recuperi vaccinali mettendo al centro un obiettivo netto: completare i cicli salva vita. Per questo si sta già lavorando per contattare e convocare quanto prima le famiglie interessate per arrivare in tempi brevi a recuperare le somministrazioni mancanti. L’iniziativa non si ferma alla sola somministrazione ma ha come parte integrante quella di fornire al contempo un'informazione corretta, puntuale e priva di allarmismi su quelli che sono i reali benefici di un percorso immunitario completo.
Con l’azione prontamente messa in campo dall’azienda sanitaria ennese, all’indomani dei drammatici fatti di cronaca, si mira, quindi a realizzare un approccio di ascolto e accompagnamento alle vaccinazioni. Dall’Asp di Enna spiegano il piano di intervento sottolineando come «il percorso di recupero vaccinale sarà affiancato dal supporto degli psicologi dei consultori operanti presso le Case di Comunità, per dialogare con i genitori più diffidenti e ricostruire quel rapporto di fiducia con le istituzioni sanitarie».
Sul lavoro avviato da pochi giorni è intervenuto il direttore sanitario Paolo La Paglia sottolineando come «vaccinare i propri figli non è soltanto un obbligo di legge, ma un atto di responsabilità e di amore verso di loro e verso l'intera collettività». Per La Paglia, inoltre «completare tutte le vaccinazioni previste dal calendario significa salvare vite umane, la propria e quella degli altri. Ciò che è accaduto a Palermo ci ricorda che malattie che credevamo sconfitte possono tornare, e che l'unico modo per fermarle è la prevenzione».
In forza anche di un altro elemento, ovvero che si tratta della prima vittima di questa malattia infettiva nel nostro Paese dopo oltre trent'anni, l’Asp di Enna sta invitando «tutte le famiglie, del territorio ennese, a rivolgersi ai servizi dell’azienda sanitaria con la certezza che solo così si può salvare la vita dei propri bambini e anche di tutti gli altri».
Per la direzione strategica aziendale guidata dal direttore generale Mario Zappia che ha disposto con effetto immediato una verifica capillare sull'intero territorio provinciale per individuare tutti i minori che non risultano avere completato le vaccinazioni previste, i recenti fatti di cronaca rappresentano «un campanello d'allarme che nessuna autorità sanitaria può permettersi di ignorare».
Dall’azienda sanitaria ennese ricordano ancora che «i vaccini hanno rappresentato una delle più straordinarie conquiste della sanità pubblica del Novecento, capaci di trasformare malattie un tempo devastanti in memorie remote, e continuano ancora oggi a proteggere non soltanto chi li riceve ma l'intera comunità, attraverso quel prezioso meccanismo di immunità collettiva che si indebolisce ogni volta che le coperture calano».
Intanto la Regione ha dato il via ad una task force che avrà il compito di monitorare eventuali casi di difterite e di proporre interventi non solo per limitare la circolazione del batterio sul territorio regionale ma anche per aumentare la diffusione delle vaccinazioni pediatriche in generale. A istituire il gruppo di lavoro è stato l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, con un decreto.