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Etna in deflazione: campo lavico in parziale raffreddamento, tremore crollato e Voragine con debole emissione di cenere

Emissione di cenere confinata alla vetta e attività infrasonica quasi cessata, si torna pian piano a valori ordinari

15 Agosto 2026, 12:41

12:50

Etna in deflazione: campo lavico in parziale raffreddamento, tremore crollato e Voragine con debole emissione di cenere

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo (INGV-OE) riferisce che, dalle immagini di videosorveglianza, il campo lavico è in fase di parziale raffreddamento. Contestualmente, il personale dell’INGV-OE è impegnato in sopralluoghi di verifica sul terreno. Al cratere Voragine persiste una lieve emissione di cenere, confinata all’area sommitale. Sul fronte sismico, nelle prime ore del mattino il tremore vulcanico ha mostrato una netta flessione: a partire dalle 4 si è osservato un rapido decremento che, nell’arco di circa un’ora, è rientrato nella fascia dei valori bassi, con attività infrasonica quasi del tutto assente nello stesso intervallo. Successivamente, intorno alle 08:20, si è registrato un aumento transitorio del tremore fino a livelli medi, culminato con un picco alle 08:40; dalle 09 il segnale è tornato su valori bassi, dove tuttora permane.

La localizzazione delle sorgenti del tremore ha mostrato una dinamica coerente con tali variazioni: nella primissima mattinata i centroidi risultavano tra la Voragine e il Cratere di Sud-Est a circa 2.500 metri di quota; durante la fase di incremento, sono stati individuati in corrispondenza del Cratere di Nord-Est attorno ai 2.000 metri; secondo l’aggiornamento più recente, la sorgente è ora posizionata presso la Voragine a circa 2.600 metri sul livello del mare. Per quanto riguarda il segnale infrasonico, dalle 08:26 e per circa mezz’ora è stata rilevata un’attività significativa, con almeno una ventina di eventi di elevata ampiezza, tutti localizzati al Cratere di Nord-Est; attualmente non si registrano segnali infrasonici.

Le reti di deformazione indicano un progressivo ritorno ai valori ordinari: le stazioni tilt evidenziano il rientro della deformazione, mentre i dati GNSS confermano il consolidamento di una tendenza alla deflazione dell’edificio vulcanico. Resta attiva l’effusione lavica dalle bocche a quota 2.750 e 1.990 metri. Il fronte più avanzato dei flussi si attesta intorno ai 1.600 metri, nei pressi di Rocca Musarra, sovrapponendosi a colate precedenti. Alle 08:40, al Cratere di Nord-Est si è verificata un’esplosione di breve durata che ha generato una colonna di cenere, la cui dispersione, secondo i modelli previsionali, è avvenuta verso sud. Al momento è presente soltanto una debole emissione di cenere, limitata all’area di vetta.