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Le indagini

«Santapaola, c’è (ancora) posta per te»: secondo plico sospetto per la sorella di Nitto

Nuovo allarme ieri nel condominio di via Villini a Mare. Per diverse ore hanno operato gli artificieri della polizia. Sul caso è stato già aperto un fascicolo contro ignoti

08 Agosto 2026, 23:39

23:40

«Santapaola, c’è (ancora) posta per te»: secondo plico sospetto per la sorella di Nitto

La cassetta della posta di Grazia Santapaola è nuovamente diventata “incandescente”. Un altro plico, stavolta un sacchettino, è stato lasciato ben in vista nella “zona postale” del condominio di via Villini a Mare dove vive la mamma di Aldo Ercolano, l’ergastolano che sta scontando diverse condanne per omicidio (fra cui quella per l’uccisione del giornalista Pippo Fava). Un mese fa, esattamente il 7 luglio scorso, un pacchetto giallo pressato con una croce nera disegnata era stato lasciato nella fessura della famiglia Santapaola-Ercolano. All’interno però non fu trovato nulla.

Ognina è stata presidiata da polizia e vigili del fuoco. L’allarme è scattato direttamente dalla voce di Enzo Ercolano, il figlio di Grazia Santapaola, che ha informato subito la questura del nuovo episodio intimidatorio. Uno dei condomini ha notato la strana busta penzolante e ha chiamato il figlio della residente. La sorella del defunto boss Nitto Santapaola (e vedova di Pippo Ercolano, ndr) è, quindi, nuovamente nel mirino di un inquietante postino.

Pare che all’interno del sacchetto vi fossero dei cartoni arrotolati che avevano la forma di due candelotti. Gli artificieri della polizia - i primi ad arrivare sono stati gli agenti delle Volanti - hanno lavorato con il robottino per poter far “brillare” il pacchettino sospetto. Anche stavolta non c’era nulla. Nessun esplosivo. L’attenzione adesso è sicuramente alta attorno alla figura della donna. Ma anche attorno ai familiari. Aldo Ercolano, ultimamente, è stato rinviato a giudizio per il duplice omicidio dei manager delle Acciaierie Megara, Francesco Vecchio e Alessandro Rovetta. Ma se la minaccia fosse stata diretta al boss perchè non farla recapitare direttamente a casa sua? Forse perchè il mittente sapeva che nel palazzo della madre non sono presenti impianti di videosorveglianza e quindi avrebbe potuto agire indisturbato. Ma si parla al momento di ipotesi.

Questo secondo episodio finirà nel fascicolo contro ignoti già aperto dalla procura e su cui sta lavorando la squadra mobile. Nella prima busta la polizia scientifica sarebbe riuscita a isolare un’impronta papillare.