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Il caso

Rimozione barche al Porto Rossi, la precisazione: «Intervento privato finanziato da 32 armatori»

«Nessun fondo pubblico coinvolto» per questa parte di lavori nell'area del Caito a Catania, precisano dal gruppo. Per la messa in sicurezza la Regione ha stanziato 800mila euro

03 Agosto 2026, 08:48

09:22

Spiaggia del Caito, una gru per rimuovere le barche affondate. Salmastra: «Il 4 nostra iniziativa sulla costa off limits»

La gru nella spiaggia del Caito - foto Associazione Salmastra

La nuova gru installata sabato nei pressi del Porto Rossi, nell'area del Caito a Catania, per effettuare interventi di recupero delle imbarcazioni affondate dopo il ciclone Harry di gennaio, è «una iniziativa privata, da non confondere con l'intervento pubblico». A precisarlo è un gruppo di 32 armatori dopo la notizia dell'installazione della gru, avvenuta sabato 1 agosto, data da "La Sicilia". Nella nota si specifica la separazione tra la fase di recupero e quella di messa in sicurezza con fondi pubblici: «L’articolo lascia intendere che la rimozione delle imbarcazioni relitte sull’arenile di Porto Rossi rientri nell’intervento pubblico finanziato dalla Regione. Non è così. Quell’operazione non utilizza né utilizzerà un euro di fondi pubblici». Il riferimento è all'intervento deciso dalla Regione a marzo scorso per il “ripristino e la messa in sicurezza del porticciolo previa rimozione di imbarcazioni o relitti danneggiati o affondati al fine di evitare eventuali rischi ambientali”. Sono lavori che sono stati decisi con “somma urgenza” ai sensi degli articoli 140 e 140 bis del Dlgs numero 36 del 2023, è previsto che durino 150 giorni. L’importo dell’intervento nell’area del Porto Rossi è da 800mila euro ed è stato affidato all'impresa Idresia Infrastrutture srl di Montaquila.

La cifra regionale serve per il ripristino "previa rimozione" delle imbarcazioni, è il punto sottolineato. «Si tratta di un appalto privato - proseguono - sottoscritto da 32 armatori a proprie spese, autorizzato dalla Direzione ambiente della Regione Siciliana, dall’Arpa e dalla Capitaneria di porto. I lavori sono affidati alla ditta Opere Marittime Generali Scarl di Milazzo, che sta attualmente operando sul posto. Confondere i due interventi - quello privato degli armatori e quello pubblico regionale su Porto Rossi, con affidamento e importi distinti - rischia di attribuire impropriamente all’ente pubblico un’iniziativa che è invece interamente a carico dei privati coinvolti».