l'aggiornamento
Etna: colata poco alimentata, il fronte a quota 1700 mt in via di raffreddamento
L'Ingv fornisce le ultime notizie in merito all'attività del vulcano. Continua invece l'attività di degassamento dai crateri sommitali
Breve e spettacolare. La colata partita mercoledì sera sull'Etna, nella Valle del Leone, sembra andare verso la fase finale. L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologica, Osservatorio Etneo, comunica che «l'effusione lavica è ancora attiva sebbene poco alimentata».
Il flusso lavico, sul fronte più basso, intorno ai 1700 mt di altitudine, è ormai fermo. Dall'analisi delle immagini della rete di telecamere di sorveglianza dell'Osservatorio Etneo, afferma l'Ingv, «la porzione più distale del campo lavico, così come i fronti più avanzati, che si attestano subito a monte di Rocca Capra, appaiono non più attivi ed in raffreddamento».
Continua invece l'attività di degassamento dai crateri sommitali. Non solo dalla Voragine, ma nella prima mattinata di oggi anche dal cratere di Nord-Est. L'istituto comunica che «l'ampiezza media del tremore vulcanico si è attestata sui valori medi, mostrando ampie oscillazioni con picchi talvolta su valori bassi. Il centroide delle sorgenti è stato prevalentemente localizzato nell'area del cratere Voragine e in un settore a nord e a nord-est di quest'ultimo, in un intervallo di profondità mediamente compreso tra 2500 e 2900 m sopra il livello del mare. L'attività infrasonica, dopo un moderato incremento nel pomeriggio di ieri, risulta bassa dalle prime ore di oggi».
Nessun nuovo elemento rispetto alla risalita di magma: dal punto di vista delle deformazioni del suolo, nelle ultime ore, non si registrano variazioni significative alle stazioni di riferimento.
