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Blitz "Oltre il Villaggio"

Piripicchio e la call conference dal carcere: «Ce l’abbiamo la Tony Montana?»

Così il cappelloto gestiva il traffico di droga da dietro le sbarre

01 Agosto 2026, 06:07

15:20

Piripicchio e la call conference dal carcere: «Ce l’abbiamo la Tony Montana?»

Il cappelloto Sebastiano Miano “Piripicchio” riusciva a gestire gli affari della droga anche dal carcere. Nel 2023 era detenuto nell’istituto penitenziario di Agrigento. Da lì, con l’aiuto di Carmelo Sessa, avrebbe organizzato una grossa fornitura di droga per un grossista avvalendosi della collaborazione di Salvatore Danilo Napoli e Giuseppe Santo Patanè, entrambi arrestati nel primo filone del blitz “Oltre il Villaggio”. Ora la misura cautelare in carcere è arrivata anche per Carmelo Sessa: la gip Dorotea Catena ha emesso l’ordinanza dopo l’ interrogatorio preventivo. È invece finito ai domiciliari Massimiliano Scalia coinvolto nel tentativo, fallito, di introdurre droga, nascosta in calamari e seppie, all’interno della casa circondariale di Noto. I molluschi dovevano essere affidati a un medico in servizio nella casa circondariale siracusana, ma il pacchetto è stato “intercettato” prima dai poliziotti che avevano seguito in diretta l’accordo fra una donna e il camice bianco. Per il medico, il gip ha disposto la presentazione alla Pg tre volte alla settimana. Stessa misura per un 29enne misterbianchese, accusato di spaccio.

Ma torniamo al carcere di Agrigento. Miano e Sessa hanno attivato una conference call con Danilo Napoli per discutere della droga da rivendere poi al grossista. «Noi abbiamo il top del top», Napoli avrebbe assicurato al “cliente” sostanza stupefacente di ottima qualità. Il cappelloto Miano avrebbe chiesto informazioni sulla tipologia di droga. E sarebbe venuto fuori il brand «Tony Montana», chiaramente ispirato al protagonista del film Scarface. I narcos del Villaggio Sant’Agata - che operavano col marchio del clan Cappello - non trattavano però solo sostanza di livello, ma anche quella «ammuffita» e di «bassa qualità». Ma questa era da vendere ai paesani, che capivano ben poco di «macchine». Cioè di droga.

L’inchiesta della squadra mobile è partita dopo la rissa, poi degenerata in sparatoria, avvenuta la notte fra il 16 e il 17 aprile 2022 alla Vecchia Dogana. Lo scontro armato è avvenuto fra le giovani leve dei Cappello capitanate da Sebastiano Miano “Piripicchio” e alcuni ragazzi del gruppo degli Intravaia del clan Mazzei “carcagnusi”. “Piripicchio” - già condannato per quest’episodio - ha voluto vendicare la mancata esibizione del trapper Niko Pandetta, nipote di Turi Cappello, sul palco della discoteca del porto assieme a Tony Effe. Quest’ultimo del tutto estraneo alla dinamica violenta. La guerriglia sotto gli Archi della Marina ha anche ispirato l’animo artistico di Pandetta che ha inciso “Mentalità mafiosa”, dedicata al cane sciolto Miano. «Auh… patto di sangue, la malavita… è un mostro questa canzone», commentava il nipote di Cappello parlando proprio con “Piripicchio”.