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CARABINIERI

Controlli contro il lavoro nero nel turismo: due imprenditori denunciati, sospesa un'attività ad Aci Castello

Il bilancio di due ispezioni in altrettante strutture ricettive del territorio

29 Luglio 2026, 14:47

Controlli contro il lavoro nero nel turismo: due imprenditori denunciati, sospesa un'attività ad Aci Castello

Prosegue l'attività dei Carabinieri per contrastare il fenomeno del caporalato e del lavoro irregolare nel settore turistico-alberghiero, particolarmente esposto durante la stagione estiva per l'aumento della domanda di personale. L'obiettivo dei controlli è tutelare i lavoratori, garantire il rispetto delle norme sulla sicurezza e assicurare condizioni di concorrenza leale tra le imprese.

Nell'ambito di una campagna di controlli disposta dal Comando Generale dell'Arma, i militari della Stazione Carabinieri di Aci Castello, con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Catania, hanno ispezionato due strutture ricettive del territorio.

Al termine delle verifiche sono stati denunciati, a piede libero, due imprenditori: un 46enne residente ad Aci Castello e un 63enne residente a Ispra, in provincia di Varese. Ai due vengono contestate, sulla base degli elementi raccolti e ancora da verificare nelle sedi competenti, diverse violazioni della normativa sul lavoro.

Nel corso delle ispezioni sono stati identificati complessivamente undici lavoratori, due dei quali risultati completamente "in nero", ossia privi di un regolare contratto di lavoro. Gli accertamenti hanno inoltre fatto emergere l'omessa sottoposizione dei dipendenti alla prevista sorveglianza sanitaria e altre irregolarità in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per una delle due strutture controllate è stato disposto il provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale, poiché il numero dei lavoratori irregolari superava la soglia prevista dalla normativa. La misura è finalizzata a interrompere situazioni di grave irregolarità e a garantire la tutela dei lavoratori.

Complessivamente i controlli hanno portato all'elevazione di ammende per 2.847,68 euro, all'applicazione di sanzioni amministrative per 6.400 euro e all'accertamento di contributi previdenziali e assistenziali evasi per ulteriori 1.800 euro.

I due imprenditori sono stati denunciati all'Autorità giudiziaria.