CARABINIERI
Ai domiciliari ma vendeva online abbigliamento contraffatto: scoperto durante un controllo di routine
In totale sarebbero stati sequestrati oltre 100 articoli tra scarpe, ciabatte e capi d'abbigliamento con marchi di aziende internazionali
Prosegue l'attività dei carabinieri del Comando Provinciale di Catania nel contrasto alla contraffazione e alla tutela del mercato legale. I militari della Stazione Catania Piazza Dante hanno denunciato un 41enne catanese, ritenuto responsabile di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.
Tutto sarebbe partito da un controllo di routine: i carabinieri si erano recati a casa dell'uomo, sottoposto agli arresti domiciliari, per notificargli un provvedimento che gli consentiva di allontanarsi dall'abitazione in giorni e orari stabiliti. Durante la visita, però, i militari avrebbero notato numerosi capi di abbigliamento, calzature e confezioni riconducibili a noti marchi della moda internazionale.
Insospettiti dalla quantità di merce, i carabinieri avrebbero quindi proceduto a una perquisizione domiciliare, trovando decine di articoli griffati. Dagli accertamenti sarebbe emerso che il 41enne gestiva un'attività di vendita online di abbigliamento e accessori: secondo la sua versione, gran parte della merce sarebbe rimanenza di magazzino destinata alla vendita. Per alcuni articoli la provenienza sarebbe stata verificata come lecita, ma altri sarebbero risultati palesemente contraffatti.
A insospettire i militari sarebbero stati diversi dettagli: l'assenza degli ologrammi anticontraffazione, la scarsa qualità delle rifiniture, la riproduzione approssimativa di loghi e scritte, oltre a etichette in cinese e giapponese, tutti elementi incompatibili con prodotti originali. In totale sarebbero stati sequestrati oltre 100 articoli tra scarpe, ciabatte e capi d'abbigliamento con marchi di aziende internazionali.
La merce è stata messa a disposizione dell'autorità giudiziaria. I carabinieri hanno inoltre proposto che, al termine del procedimento e se ne ricorreranno i presupposti di legge, il materiale sequestrato venga devoluto a enti assistenziali e istituti caritatevoli della città