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L'emergenza

Disordini nel carcere Piazza Lanza, tre agenti feriti. Attivato un imponente dispositivo di sicurezza delle forze dell'ordine

All'esterno della casa circondariale di Catania carabinieri, guardia di finanza, polizia e mezzi di soccorso del 118. In aggiornamento

20 Luglio 2026, 15:41

19:21

Carcere di piazza Lanza a Catania

Carcere di piazza Lanza a Catania

Detenuti in protesta dentro al carcere di Piazza Lanza a Catania dove per prevenire e contenere i disordini sono stati inviati di supporto agenti di polizia, carabinieri e finanzieri che presidiano l’area attorno alla casa circondariale. Dalle prime notizie, dei detenuti di due bracci - ognuno con centinaia di ospiti - sarebbero venuti in contatto e nella colluttazione scaturita c'è stato anche il ferimento di tre agenti penitenziari. Sul posto anche i mezzi di emergenza del 118. Arrivati anche agenti del Gio (Gruppo di Intervento Operativo), un reparto speciale della Polizia Penitenziaria, istituito dal Ministero della Giustizia. Opera su scala nazionale per fronteggiare gravi emergenze, rivolte e situazioni di elevato rischio all'interno e all'esterno degli istituti.

«All'interno - informa Armando Algozzino, presidente nazionale di Uil Fp polizia penitenziaria - è stato chiesto l'ausilio delle altre forze dell'ordine perché il numero degli agenti presenti non era sufficiente a sedare la rissa, a causa delle solite carenze di organico. Al momento servirebbero una ventina di agenti in più, invece sono meno della metà». Algozzino aggiorna anche sulla dinamica: «I detenuti, delle due sezioni Simeto e Amenano, sono entrati in contatto l'uno contro l'altro. La situazione è diventata incontrollabile e tre agenti che hanno cercato di tamponare e non farli venire a contatto mentre cercavano di porre fine alla rissa sono rimasti feriti. Uno di loro ha subito una lussazione, un altro è stato ferito al volto. Altri hanno avuto escoriazioni ma non hanno fatto ricorso alle cure. In questa emergenza la soluzione più rapida è stata chiedere ausilio alle altre forze dell'ordine. La situazione pare stia rientrando ma in generale, purtroppo, continua a essere ingestibile nelle carceri perché c'è poco personale: consideriamo che la mobilità dei detenuti a Piazza Lanza è del 47% di tutta quella in Sicilia, e questo significa passaggio continuo di persone che vengono in contatto con provenienze, storie e culture diverse», conclude Algozzino.

I detenuti - circa 400 - hanno preso il controllo di due reparti della struttura e alcuni agenti della polizia penitenziaria sono rimasti feriti e trasportati in ospedale.

«Esprimo prima di tutto la mia totale vicinanza e solidarietà ai colleghi feriti e portati in ospedale - afferma il presidente nazionale del Consipe, Mimmo Nicotra - ai quali auguro una pronta guarigione. Ma sia chiaro a tutti: quanto sta accadendo a Piazza Lanza non è una fatalità, è la cronaca di un disastro ampiamente annunciato. Da mesi il Consipe urla ai quattro venti che la struttura catanese è una polveriera pronta a esplodere, schiacciata da un sovraffollamento insostenibile che sfiora il 170% e da una carenza organica cronica che supera le 60 unità. La gestione quotidiana della sicurezza - aggiunge il sindacalista - è stata lasciata al sacrificio eroico del personale, abbandonato a se stesso di fronte a una popolazione detenuta sempre più aggressiva e incontrollabile, spesso caratterizzata da gravi disagi psichiatrici senza alcun supporto sanitario reale. Oggi lo Stato ha perso il controllo di due reparti a Piazza Lanza. Questa è la firma del fallimento della politica gestionale dell'Amministrazione penitenziaria».

Non si conoscono al momento le motivazioni della protesta, probabilmente da ricondurre oltre al sovraffollamento della struttura anche alle alte temperature che si stanno registrando in queste ore in città che rendono difficili la vita all’interno del carcere. Nel piazzale esterno, parenti dei detenuti in attesa cercano di sapere quando e se potranno incontrare i loro familiari perché i colloqui sono stati temporaneamente sospesi.

Nei giorni scorsi ci sono stati altri disordini: un detenuto sottoposto a sorveglianza speciale aveva aggredito gli agenti penitenziari e tre di loro sono finiti in ospedale.