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Catania

Plaia, niente sbarramento per il canale Arci: il Tribunale rigetta il ricorso dei lidi

Per la Prima sezione civile il corso d’acqua non è da considerarsi artificiale e continuerà a sfociare a mare, accanto agli stabilimenti balneari

19 Luglio 2026, 06:45

06:50

Plaia, niente sbarramento per il canale Arci: il Tribunale rigetta il ricorso dei lidi

Il canale Arci quest'estate dovrebbe continuare a sfociare alla Plaia. Così sembrerebbe, almeno stando alla (annunciata su queste pagine e molto attesa) ordinanza emessa giovedì dal giudice Mariaconcetta Gennaro della Prima sezione civile del Tribunale di Catania in merito al ricorso d’urgenza contro la società partecipata del Comune Sidra, che gestisce il servizio idrico, avanzato dai lidi del litorale Plaia Alkamar e Roma.

Per il canale che attraversa la zona industriale i due stabilimenti balneari avevano chiesto lo sbarramento totale in ottemperanza all’ordinanza cautelare emessa dal giudice Mangano nel 2021. La giudice Gennaro ha di fatto rigettato il ricorso del lido Alkamar ed estromesso dalla questione il lido Roma. Nelle 15 pagine di ordinanza ha inoltre ripercorso tutta la storia recente riguardante il canale, facendo leva sulla origine “naturale” e non più artificiale del corso d'acqua (come era ritenuto nel 2021, anno dell'ordinanza cautelare di Mangano), dunque “non sbarrabile”.

Proprio l'avvocato del lido Roma, Elio Guarnaccia, ha così commentato: «Il nuovo provvedimento del Tribunale è interlocutorio: ravvisa dei possibili ostacoli burocratici, ma non li valuta nel merito; mantiene fermo l'ordine in capo a Sidra di impedire lo sversamento di reflui industriali nel mare, ma non detta nuove misure attuative. La situazione di fatto che ne deriva è evidentemente inaccettabile, non solo per gli stabilimenti balneari direttamente coinvolti. In queste ore stiamo valutando ogni possibile e urgente rimedio giurisdizionale». Non filtra invece più di un «stiamo valutando» (ulteriori azioni) dagli avvocati Andrea Scuderi ed Emiliano Luca, legali del lido Alkamar.

Nell'ordinanza si cita «un accertamento, precluso in questa sede, dell'effettiva natura del canale Arci che richiederebbe un approfondimento tecnico istruttorio che tenga conto anche del segnalato rischio idrogeologico derivante dal totale sbarramento del canale Arci, e il coinvolgimento di un soggetto terzo, costituito dall’Autorità di Bacino». Potrebbe essere questo quindi uno degli appigli a cui appellarsi. Ma non solo: parlando di rischio idrogeologico sarebbe la stessa portata del canale Arci a venire alterata dagli scarichi, almeno lì dove autorizzati. Di fatto, però, non si verifica se si tratti o meno di reflui depurati, inclusi quindi gli aumenti di portata del corso d’acqua dovuti agli stessi.

La questione era sorta in seguito alla soglia di tracimazione autorizzata dall'Autorità di Bacino lo scorso 15 maggio, con caratteristiche tecniche tali per cui il corso d'acqua non venisse completamente sbarrato; la soglia era stata realizzata da Sidra così come indicato anche se a giugno già iniziato. Fin da subito però si era capito che quell'acqua, che comunque continua ad arrivare a mare, se pur con portata ridotta (10 litri al secondo alla soglia, lungo la Strada statale 114 accanto alla ex casa cantoniera), sarebbe risultata poco digerita soprattutto dall'utenza dei lidi. Ciò nonostante i valori sono rientranti nei limiti secondo le analisi sui campioni di acqua di mare prelevati alla foce da Asp durante la stagione balneare (il prossimo prelievo è previsto entro fine luglio). Lo stesso vale leggendo il sito ufficiale di Sidra che riporta l’esito delle analisi effettuate sulle acque del canale Arci: anche queste confermano dati rientranti nei range fissati per legge, oltre al trattamento ulteriore delle stesse prima che arrivino a mare.