×

Aci Castello

Il terreno era “occupato” dall’ente senza esproprio: scatta indennizzo dopo 50 anni

La Cassazione scrive la parola fine a una vicenda legale cominciata nel 1980. Il comune condannato a pagare due eredi del bene

18 Luglio 2026, 04:25

15:21

Mafia e droga, condanne definitive per 16 tra boss e gregari dei mandamenti palermitani di Villagrazia Santa Maria di Gesù

Un’eredità e un esproprio mai eseguito si intrecciano in questa vicenda processuale durata quasi cinquant’anni che ha per protagonista un panoramico terreno di un ettaro con vista sui faraglioni. Una porzione della collina di Vampolieri, agli inizi degli anni 80, viene destinata alla costruzione di alloggi in cooperativa. Il cantiere è avviato grazie al Comune di Acicastello che ha autorizzato sino al gennaio 1990 l’occupazione in via temporanea e d’urgenza del panoramico latifondo. Ma in tutto questo periodo non è stato mai emesso un decreto di esproprio. Le abitazioni sono state ultimate, quindi, senza che comune e cooperativa abbiano però avuto un titolo di proprietà valido. I proprietari si sono quindi rivolti all’autorità giudiziaria: alla fine si sono visti riconosciuti solo un’indennità per occupazione legittima fino al 1990.

Nel 2015 Vincenza e Giovanna hanno, con una sentenza di scioglimento, diviso con i familiari i beni comuni ereditati e hanno acquistato il 100% delle particelle espropriate. Le due signore hanno quindi deciso - attraverso lo studio legale Seminara&Associati - di chiedere al comune la restituzione dell’area o il controvalore in denaro.

Per comprendere un po’ quello che accade dopo il 2015 è necessario fare un passo indietro a livello normativo. Gli avvocati Seminara e Leo hanno spiegano: «Un tempo operava l’acquisizione sanante; la pubblica amministrazione diventava proprietario del bene altrui mentre il privato perdeva, oltre che la proprietà, anche il suo controvalore. La Corte Edu e la Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’Uomo hanno bollato la “defaillance structurelle” del sistema italiano, costringendo il legislatore ad intervenire con una legge ordinaria: la pubblica amministrazione, dunque, diventa proprietaria solo da un provvedimento espresso con corresponsione di giusto indennizzo. Con determinazione del gennaio 2021, il Comune di Aci Castello ha provveduto - aggiungono gli avvocati - all’emanazione dei decreti di acquisizione sanante».

Secondo il comune di Aci Castello il terreno avrebbe dovuto essere valutato 35 euro al metro quadro per la parte edificata, mentre 10 euro al metro quadro per la restante parte. Le due donne hanno ritenuto insufficiente la proposta, quindi gli avvocati dello studio Seminara si sono rivolti alla Corte d’Appello «sostenendo l’irrisorietà della stima». I giudici della Corte d’Appello hanno accolto l’istanza, stimando il valore in 92 euro al metro quadro. L’ente pubblico ha fatto ricorso per Cassazione, che però è stato rigettato.

«Le nostre clienti avevano perso tutto, invece grazie alla nuova legge sollecitata dall’Europa hanno ottenuto un risarcimento milionario», chiosano i legali.