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Palermo

Il procuratore de Lucia: "Boss indisturbati con gli smartphone dalle celle in una mafia sempre più tecnologica"

Il magistrato: "In un mondo globalizzato si può comandare anche dall'estero, basta uno smartphone ma i boss non hanno perso la loro forza di attrazione sulla politica locale"

15 Luglio 2026, 14:29

14:30

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Il procuratore Maurizio de Lucia

Criptovalute, social network, chat cifrate e affari miliardari con la cocaina, ma anche la capacità di continuare a dettare legge direttamente dalle celle. Cosa nostra cambia pelle e si modernizza, come racconta il procuratore capo di Palermo, Maurizio de Lucia, in un'intervista al settimanale Famiglia Cristiana da domani in edicola.

"La stiamo contenendo, ma continua a fare affari", spiega de Lucia, sottolineando come oggi il vero potere risieda nel controllo dei dati in rete. Un potere che i capimafia riescono a gestire a distanza.

"Diversi episodi su cui stiamo indagando hanno avuto come luogo delle decisioni celle di carceri italiane. In un mondo globalizzato si può comandare anche dall'estero, basta uno smartphone". I boss, tuttavia, non hanno perso la loro forza di attrazione sulla politica locale. "Oggi accade anche che siano i politici a cercare i boss, convinti che la mafia sia ancora decisiva", rivela il procuratore.

L'organizzazione si fonda sempre sulla forza di intimidazione: "Alla fine i problemi vengono risolti con la pistola sul tavolo. Senza violenza non c'è mafia".

Sul fronte economico, tramontata la stagione stragista, Cosa nostra sta cercando di rientrare in grande stile nel traffico internazionale di cocaina, la merce con il più alto valore aggiunto sul mercato.

Infine, de Lucia mette in guardia dai rischi di una narrazione romantica della criminalità: "Fiction come Gomorra o Il capo dei capi possono affascinare chi non possiede gli strumenti culturali per comprenderle e rafforzare l'immagine del mafioso", conclude il procuratore, che richiama l'importanza del riscatto sociale e culturale guidato dalla Chiesa, sull'esempio di don Pino Puglisi, e dalle associazioni che rigenerano i beni confiscati.