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La vicenda

Trova 97 milioni di lire ma gli viene negata la conversione in euro: avviata la battaglia legale con la Banca d'Italia

Un uomo di San Giovanni La Punta ha intrapreso, tramite l'Associazione Italia, un procedimento giudiziario per recuperare il patrimonio. Contestando l'unicità dei termini perentori di conversione italiani rispetto al resto d'Europa

11 Luglio 2026, 16:49

17:14

Trova 97 milioni di lire ma gli viene negata la conversione in euro: avviata la battaglia legale con la Banca d'Italia

Ha trovato dei soldi in un vecchio mobile dimenticato. Sono delle Lire, non più in corso da anni e - secondo la norma - non sarebbero più convertibili in euro. Solo che la scoperta del signor Mario di San Giovanni La Punta riguarda una quantità di denaro molto alta: 97 milioni del vecchio conio. E la conclusione della vicenda sembra meno scontata di quanto si potrebbe pensare.

L'uomo ha inizialmente contattato la Banca d'Italia, alla filiale di Catania, per chiedere informazioni per effettuare il cambio. La risposta: non era più possibile convertire il denaro essendo ormai trascorsi dieci anni dall'entrata in circolazione dell'euro (2002). Questo è accaduto a settembre del 2015 e, dopo una corrispondenza fitta, e una diffida alla Banca d'Italia durata anni, oggi l'uomo ha deciso di ricorrere al Tribunale di Roma, tramite l' Associazione Italia che si occupa al livello nazionale del cambio lire euro e del rimborso di buoni postali e Titoli di credito in lire, per la conversazione forzata.

Il caso, però, non si chiude qui: attualmente in Italia esiste una prescrizione ordinaria decennale per l'esercizio dei diritti di credito (come sostiene Bankitalia) - prescrizione che non esiste in tutti gli altri Paesi della Comunità europea dove è ancora possibile "cambiare" in euro l'ex moneta nazionale - è altrettanto vero che il termine iniziale dei dieci anni decorre da quando il soggetto può far valere il proprio diritto (art. 2935 c.c.). Nel caso del signor Mario la prima richiesta di conversione risale al 2016 (quindi nemmeno un anno dopo la scoperta del tesoretto), e la richiesta vale come atto interruttivo che fa decorrere ex novo la prescrizione. A questo si aggiungono una serie di diffide alla Banca d'Italia, tra le quali quella del 2016, che ha spostato a quest' anno il termine di dieci anni per il cambio. Sarà ora l' Autorità Giudiziaria a decidere sulla vicenda.

Le norme in materia

Al livello legislativo questa è l'attuale situazione normativa/giurisprudenziale in Italia cronologica: Il 28 febbraio 2002 le banconote e le monete in lire hanno cessato di avere corso legale. Il termine ultimo per la conversione delle banconote in lire non prescritte era fissato al 28 febbraio 2012 (Legge n. 96/1997, art. 3, comma 1).
Il 6 dicembre 2011 il legislatore ha anticipato la prescrizione delle lire dal 28 febbraio 2012 al 6 dicembre 2011, con decorrenza immediata (decreto-legge n. 201/2011, articolo 26, recante "Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici").
Il 7 ottobre 2015 la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della norma, nella parte in cui disponeva l'anticipazione della prescrizione delle lire rispetto al termine originario (Sentenza n. 216/2015 pubblicata sulla G. U. 11/11/2015).
Il 21 gennaio 2016 il Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef), nel dare esecuzione alla sentenza della Corte Costituzionale e al fine di garantire certezza e trasparenza alle operazioni di conversione, ha previsto l'onere, a carico del soggetto che richiede la conversione, di dimostrare di aver presentato la richiesta di cambio delle lire tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012, specificandone l'importo.
Il 22 gennaio 2016 le Filiali della Banca d'Italia aperte al pubblico hanno iniziato a effettuare le operazioni di cambio delle lire nel rispetto delle istruzioni impartite dal Mef.
Le operazioni di cambio eseguite nel periodo 22 gennaio 2016 - 31 maggio 2021 sono state 263, per un importo complessivo di 2.661.596,96 euro.
A tutto questo, come sottolinea Associazione Italia, va aggiunta la corrispondenza tra il Governatore della Banca d’Italia e l’allora Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, in cui si ipotizza una riapertura dei termini. Una speranza quindi per il signor Mario e per le migliaia di cittadini che si trovano in condizioni simili.