Gli ultimi dati
Etna, l'eruzione alle battute finali: crollano i valori del tremore vulcanico
Gli ultimi dati raccolti da Ingv sul grado di energia nei condotti magmatici
Dopo l'eruzione che nelle scorse ora ha causato disagi per l'emissione di cenere, compresa la chiusura dello spazio aereo attorno a Catania e la conseguente inoperatività dell'aeroporto Fontanarossa, è crollato il valore del tremore vulcanico dell’Etna che, al momento, si attesta su valori medio-bassi.

Il dato strumentale, registrato dalla rete di monitoraggio dell’Ingv, osservatorio etneo, di Catania, segnala il grado di energia presente nei condotti magmatici dell’edificio vulcanico. Durante le fasi di parossismo dell’Etna il tremore vulcanico arriva su livelli alti, molto-alti. Il dato fa ritenere che al momento il vulcano attivo più alto d’Europa si avvii verso la conclusione della sua ultima fase eruttiva, ma non esclude eventuali riprese.
Nel pomeriggio del 7 luglio l'Istituto nazionale di geofisca e vulcanologia ha poi comunicato: «Dalla mattinata odierna l'attività eruttiva è notevolmente diminuita. Contemporaneamente il contenuto in cenere nella nube eruttiva si è progressivamente abbassato. Tuttavia le osservazioni dirette sono attualmente fortemente impedite dalla copertura nuvolosa. L'ampiezza media del tremore vulcanico a partire dalla mezzanotte del 6 luglio ha mostrato una tendenza al decremento pur restando nel campo dei valori alti sino alle ore 11,10 di oggi, quando si è osservato una repentina diminuzione delle ampiezze che alle 13 hanno raggiunto l'intervallo dei valori bassi. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico, dopo la diminuzione delle ampiezze, si è spostata ad est del cratere Voragine ad una elevazione di circa 2.700 m sul livello del mare. Dalle ore 13 l'attività infrasonica è assente. Precedentemente risultava localizzata al cratere di Nord-Est. La rete clinometrica mostra, dopo la deformazione di circa 0.4 microradianti alla stazione sommitale ECP tra le 5,45 e le 7,10 di giorno 5 luglio, una lenta tendenza al recupero quasi totale della deformazione fino alle prime ore del 7 luglio. Il dilatometro DRUV ha registrato una decompressione complessiva di circa 30 nanostrain dalle 5,30 del 5 luglio alle 21 del 7 luglio. Entrambe le stazioni, clinometrica e dilatometrica, registrano una leggera inversione dei trend a partire dalle prime ore del 7 luglio».