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I disagi

Caos voli per l'Etna: l'aeroporto di Catania riapre ma i consumatori denunciano i gravi disagi a Trapani

Oltre mille passeggeri dirottati al "Florio" e costretti a dormire a terra: Adoc denuncia il trattamento degradante e avvia le richieste di risarcimento. E "mette in mora" Ryanair

07 Luglio 2026, 14:59

15:20

Caos voli per l'Etna: l'aeroporto di Catania riapre ma i consumatori denunciano i gravi disagi a Trapani

Stesi sul pavimento dell'aeroporto con una coperta termica sopra. Questa, per l'associazione consumatori Adoc, è l'immagine simbolo del caos all'aeroporto Vincenzo Florio di Trapani-Birgi per quelli che ha definito "prigionieri dell'Etna". I viaggiatori, un migliaio, si sono infatti ritrovati dalla parte opposta della Sicilia per cercare di prendere un volo sostitutivo mentre dallo scalo di Fontanarossa non c'erano aerei in partenza a causa dell'attività eruttiva dell'Etna. Come accaduto spesso negli ultimi anni, l'emissione di cenere del vulcano ha infatti bloccato i viaggiatori da Catania e per diverse ore ha anche impedito l'operatività di Comiso.

Nelle scorse ore l'aeroporto di Catania Fontanarossa è finalmente tornato pienamente operativo dopo il blocco temporaneo causato dall'attività eruttiva dell'Etna. Il primo aereo ad atterrare sulla pista dello scalo siciliano è stato un volo Ryanair proveniente da Roma Fiumicino, seguito a ruota dai collegamenti operati da Ita da Bologna, Iberia da Madrid e Aeroitalia, sempre dalla capitale. Anche le partenze sono riprese regolarmente, inaugurate dai voli Ryanair per Rimini e Bologna e dal collegamento intercontinentale della Delta Airline diretto a New York, come confermato dai tabelloni ufficiali dello scalo. Tuttavia, il ritorno alla normalità non cancella i gravissimi disagi vissuti dai passeggeri nelle ore precedenti, che hanno spinto l'associazione dei consumatori Adoc a schierarsi duramente contro Ryanair.

L'associazione ha infatti avviato una formale costituzione in mora nei confronti della compagnia aerea irlandese, valutando anche un'azione legale per il risarcimento dei danni subiti dai viaggiatori rimasti bloccati. La protesta nasce dall'odissea vissuta da oltre mille passeggeri che, nella notte tra domenica e lunedì, sono stati dirottati all'aeroporto di Trapani. I viaggiatori sono stati costretti a dormire sui pavimenti dello scalo in attesa di autobus sostitutivi arrivati solo all'alba per il trasferimento a Catania. Oltre al danno si è aggiunta la beffa: il personale di bordo di alcuni voli, come quello proveniente da Venezia, aveva annunciato al microfono che i pullman erano già pronti, circostanza che si è rivelata non vera. I legali dell'Adoc denunciano che i passeggeri sono stati «abbandonati all’interno/esterno della struttura aeroportuale», costretti a rimanere in coda per ore e in totale assenza di informazioni e aggiornamenti da parte del personale di terra. L'associazione parla apertamente di un «fallimento totale della gestione logistica e trattamento degradante patito dal passeggero».

Secondo quanto contestato nella diffida, l'attesa forzata si è protratta per tutta la notte senza che la compagnia prestasse la dovuta assistenza, costringendo le persone a vagare nello scalo senza generi di prima necessità, distribuiti solo grazie all'iniziativa della società di gestione aeroportuale AirGest, e senza ricevere una sistemazione alberghiera per la notte. L'Adoc ribadisce che «sebbene il dirottamento sia dipeso da una causa di forza maggiore, l’obbligo di assistenza a carico del vettore sussiste sempre e non patisce eccezioni, neppure in caso di eventi naturali straordinari». I legali chiariscono che le difficoltà nel reperire autisti notturni o vettori terzi su gomma rientrano interamente nel rischio d'impresa e nell'organizzazione logistica della compagnia, e non possono in alcun modo essere traslate sul consumatore finale, né esonerano il vettore dall'obbligo di garantire l'assistenza minima e la dignità del viaggiatore.

L'associazione, ricordando che episodi analoghi si sono già verificati in passato in concomitanza con le piogge di cenere dell'Etna, conclude evidenziando che questo «fallimento totale della gestione logistica e il trattamento degradante» fondano il diritto al risarcimento del danno supplementare. La situazione ha infatti «superato ampiamente la soglia della normale tollerabilità contrattuale, concretizzandosi in una sofferenza oggettiva e provocando un serio stato di prostrazione psicofisica che esorbita dal mero fastidio legato al ritardo aereo». 

E anche il Codacons ieri aveva fatto sentire la propria voce richiamando «le compagnie aeree al pieno rispetto del Regolamento (CE) n. 261/2004, che disciplina i diritti dei passeggeri in caso di cancellazione del volo, negato imbarco o ritardo prolungato». Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, afferma «che anche in presenza di una circostanza eccezionale come la cenere vulcanica i passeggeri non perdono i propri diritti essenziali. In caso di cancellazione del volo devono poter scegliere, ai sensi dell’articolo 8 del Regolamento europeo, tra il rimborso del biglietto e la riprotezione su un volo alternativo, oltre a ricevere l’assistenza prevista dall’articolo 9. L’Etna è una circostanza eccezionale, ma i cittadini non possono essere lasciati senza informazioni, senza assistenza e senza soluzioni. Le compagnie aeree devono attivarsi subito, garantendo rimborsi, riprotezioni e tutela concreta a tutti i passeggeri coinvolti», conclude Tanasi.