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Nel Catanese

"Sono un addetto del Tribunale e servono soldi e gioielli per un suo familiare": anziana non ci casca e lo fa arrestare

La prontezza dei Carabinieri e una telefonata tempestiva hanno sventato l'ennesima truffa ai danni di persone anziane

30 Giugno 2026, 11:55

12:00

"Sono un addetto del Tribunale e servono soldi e gioielli per un suo familiare": anziana non ci casca e lo fa arrestare

Ancora una volta la prontezza e la professionalità dei Carabinieri hanno impedito che un anziano finisse vittima della nota truffa del “falso appartenente alle Forze dell’Ordine”.

L’episodio si è verificato a Sant’Agata Li Battiati, dove i militari della locale Stazione, sulla base di elementi indiziari da verificare in sede giurisdizionale, hanno arrestato in flagranza un trentenne catanese, gravemente indiziato di tentata truffa aggravata.

L’uomo è stato bloccato nell’atto di ritirare un sacchetto contenente gioielli consegnategli dalla vittima, indotta con l’inganno a credere di dover aiutare un familiare coinvolto in inesistenti vicende giudiziarie.

Determinante la telefonata con cui l’anziana, insospettita e in evidente agitazione, ha contattato direttamente la Stazione dei Carabinieri mentre era ancora in linea con i truffatori.

Compresa l’urgenza, il militare che ha ricevuto la chiamata le ha chiesto di mantenere la conversazione con gli interlocutori, consentendo ai colleghi di organizzare con rapidità un dispositivo di intervento.

Due Carabinieri hanno quindi raggiunto l’abitazione, nascondendosi all’interno per seguire in tempo reale gli sviluppi. Dalle conversazioni ascoltate è emerso che i malviventi volevano convincere l’anziano a raccogliere tutti i preziosi e a consegnarli a un sedicente incaricato della Procura di Catania.

Pochi minuti dopo, il giovane si è presentato realmente alla porta, qualificandosi come “addetto del Tribunale” e chiedendo la busta. Non appena è entrato in possesso del sacchetto, i militari sono intervenuti bloccandolo.

Il soggetto ha tentato la fuga, opponendo resistenza e cercando di divincolarsi, ma è stato rapidamente immobilizzato e tratto in arresto grazie al coordinamento e alla perizia del personale intervenuto.

Condotto in caserma, l’uomo è stato poi trasferito, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, presso la Casa circondariale di Piazza Lanza, ferma restando la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

L’episodio conferma l’efficacia dell’azione preventiva e repressiva dell’Arma nel contrasto alle truffe ai danni degli anziani, un fenomeno insidioso che sfrutta la vulnerabilità emotiva delle vittime attraverso falsi incidenti, fittizi problemi giudiziari o richieste urgenti di denaro e gioielli.

I Carabinieri rinnovano l’appello a diffidare di qualunque richiesta di denaro o preziosi avanzata telefonicamente da sedicenti appartenenti alle Forze dell’Ordine o ad altre istituzioni.

In caso di dubbio è fondamentale interrompere subito la conversazione e contattare senza esitazione il Numero Unico di Emergenza 112. Una semplice chiamata può impedire la consumazione del reato e consentire un intervento tempestivo, come avvenuto in questa circostanza.