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Il caso

Il nuovo Sbarcadero è già vecchio: «Parapetto troppo basso, area da mettere in sicurezza»

Il consigliere comunale Damiano De Simone sollecita la chiusura temporanea del tratto riqualificato e l’innalzamento del parapetto, ritenuto non conforme alle norme vigenti

18 Giugno 2026, 18:54

19 Giugno 2026, 00:13

Il nuovo Sbarcadero è già vecchio: «Parapetto troppo basso, area da mettere in sicurezza»

Il consigliere comunale di Siracusa Damiano De Simone ha notificato una formale diffida e messa in mora al Comune, indirizzata al sindaco e ai dirigenti competenti, chiedendo un intervento urgente per la messa in sicurezza dell’area riqualificata dello Sbarcadero, con particolare riferimento alla passeggiata pedonale che costeggia il muretto affacciato sul Porto Piccolo.

Alla base dell’iniziativa vi è un sopralluogo nel corso del quale, secondo quanto riferito dal consigliere, sarebbe stata rilevata un’altezza del parapetto pari a 57 centimetri, inferiore rispetto agli standard previsti dalla normativa vigente per gli spazi pubblici prospicienti un dislivello. Nella diffida si evidenzia inoltre come lo stesso tratto sia accessibile anche ai veicoli a motore, con una commistione tra traffico e percorso pedonale ritenuta potenzialmente pericolosa.

Secondo De Simone, questa configurazione esporrebbe a un rischio concreto l’incolumità dei cittadini, in particolare delle categorie più vulnerabili come persone con disabilità motorie o sensoriali, non vedenti, ipovedenti, anziani e bambini. L’assenza di protezioni adeguate, sostiene il consigliere, costituirebbe anche una barriera architettonica incompatibile con i principi di accessibilità universale previsti dalla normativa nazionale e internazionale.

Nella diffida vengono richiamati diversi riferimenti normativi, tra cui il D.P.R. 503 del 1996 e il D.M. 236 del 1989 in materia di eliminazione delle barriere architettoniche, oltre alle disposizioni del Regolamento edilizio e all’articolo 2051 del Codice civile relativo alla responsabilità del custode per i danni cagionati dai beni in custodia.

Il documento chiede al Comune di intervenire entro cinque giorni adottando una serie di misure ritenute urgenti: la interdizione temporanea del tratto interessato mediante ordinanza sindacale, la posa di transenne e di un’adeguata segnaletica di pericolo, l’innalzamento del parapetto fino ad almeno 1,10 metri e l’installazione di dispositivi e corrimano idonei a favorire la fruizione in sicurezza anche da parte di non vedenti e ipovedenti. Viene inoltre richiesta la trasmissione al Consiglio comunale di una relazione tecnica che certifichi la conformità dell’intervento e dell’intera area recentemente riqualificata.

«La buona amministrazione si misura dalla responsabilità che si assume verso i cittadini – afferma De Simone -. Riqualificare uno spazio pubblico significa prima di tutto renderlo sicuro e accessibile a tutti. Una città civile non può permettersi di consegnare ai siracusani un’area bella ma pericolosa. Anziani, famiglie con bambini e persone con disabilità hanno diritto di vivere lo Sbarcadero senza paura. Finché il parapetto resterà a 57 centimetri, quell’area non potrà dirsi a norma».

Il consigliere conclude annunciando che, in assenza di interventi entro il termine indicato, valuterà la l’attivazione delle ulteriori iniziative consentite nelle sedi istituzionali e giurisdizionali competenti per sollecitare la messa in sicurezza dell’area.