Le carte di Caltanissetta
Lo scandalo Cefpas, Riccardo Gallo, l’avvocato, e i "segreti" dell’inchiesta archiviata su Girgenti Acque
Nelle carte della procura nissena alcuni indagati parlano tra loro ed evocano particolari inconfessabili: «C’era impulatu tutto per intero»
A volte ritornano. Non parliamo però dei teppisti fantasma del racconto di Stephen King, ma di vicende molto meno ultraterrene e di “libri” che non sono esattamente nel top della letteratura mondiale ma che mettono ugualmente i brividi. Accade infatti che tra le migliaia di pagine dell’inchiesta “Corte dei Miracoli”, che ha svelato, secondo l’accusa, un sistema ramificato di gestione personalistica di un ente pubblico (Cefpas) a opera del deputato regionale Riccardo Gallo, spunti fuori una vicenda passata, già accantonata nei tribunali ma che prende una luce inattesa leggendo, quasi ascoltando, la voce intercettata degli indagati.
Una premessa di contesto: nel 2021 la Procura di Agrigento fa scattare l’operazione “Waterloo” che porta all’arresto dei vertici della società Girgenti Acque, che gestiva il servizio idrico in provincia. A capo di un presunto sistema di relazioni e favori, soprattutto assunzioni clientelari, ci sarebbe stato l’imprenditore Marco Campione. Dentro l’inchiesta, tra gli altri, faccendieri, un prefetto e anche politici. Tra gli indagati c’era anche lui, il sempreverde Riccardo Gallo, che viene però archiviato insieme ad altri nel 2023.
Tutto finito? Insomma. Perché appunto, dalle nebbie della storia emergono nuovi dettagli per certi versi clamorosi, per quanto frutto delle dichiarazioni “in libertà” intercettate nel contesto dell’inchiesta. È infatti il dirigente Gioacchino Pontillo, che, parlando con l’ex direttore del Cefpas Roberto Sanfilippo, va molto oltre quanto i tribunali sono stati in grado di accertare.
La conversazione tra i due verteva su un avvocato, Omar Mohamed Ahmed (non indagato), che, avverte Pontillo, va preso con le pinze «picchì ni fa sciarriari cu’ Riccardo (Gallo ndr)». Il legale, dicono i due, aveva «il problema della compagna che vuole fare travagliare e chiddru (Gallo ndr) ci duna cuntu picchì duna cuntu a tutti». In particolare, secondo i pm, l’uomo si sarebbe recato al Cefpas per chiedere a Sanfilippo di fare pressioni sulla società Sice per fare in modo che l’azienda acquistasse gli arredi per alcuni uffici presso l’azienda della compagna. Ma perché tutta questa attenzione per l’avvocato di origine araba? «Devi sapere – spiega Pontillo a Sanfilippo - che Omar era la persona di fiducia di Campione… Occhio perché Riccardo nella vicenda Girgenti Acque cu’ Campione, c’era ‘mpilatu tutto per intero, al cento per cento”. E aggiunge, ignaro delle cimici: «Riccardo gestiva faciva e Mohamed era puru misu ddrà, braccio destro di Campione. Poi ha rotto con Campione malamente anzi lu ja accusari a Campione… Riccardo s’u teni picchi chiaramente sapi un sacco di segreti di cose». «Questo sarebbe il motivo secondo Pontillo – annotano i magistrati - per il quale Gallo si tiene buono l’avvocato Mohamed Ahmed, ovvero perché teme che esso possa rivelare anche i fatti in cui è implicato il deputato regionale agrigentino». Del resto, si sa, le assunzioni facili, sono come il fumo: è difficile smettere.
Gioacchino Schicchi