intervento straordinario
Fondi per il centro storico di Agrigento: dalla Regione un contributo da 800mila euro contro crolli e degrado
Firmato il decreto dall'assessore Ingala per l'anno 2026. Risorse preziose per la cassa di Michele Sodano dopo l'era Micciché
Anche se l’Amministrazione Miccichè è ormai a casa, qualche piccola eredità continua ad arrivare al Comune e andrà nella “cassa” di Michele Sodano.
La Regione Siciliana ha infatti ufficializzato un importante stanziamento economico mirato al miglioramento urbano e alla tutela ambientale della città dei templi. Con il Decreto Assessoriale numero 310, firmato dall'assessore per le Autonomie Locali e la Funzione Pubblica, Elisa Maria Lucia Ingala, viene formalizzata l'assegnazione di un contributo straordinario di 800 mila euro a favore del Comune di Agrigento per l'anno 2026.
L'intervento finanziario si inserisce nell'ambito della pianificazione del bilancio triennale 2026-2028 della Regione ed è strettamente collegato ai trasferimenti regionali di parte corrente destinati alle amministrazioni locali dell'isola. Le risorse erogate non costituiscono un fondo generico, ma sono vincolate a precise e urgenti necessità del territorio urbano. I fondi, ci spiegano dal Comune, andranno soprattutto per risanare il centro storico. Gli importi potranno permettere di raccogliere i rifiuti, eliminare i pericoli connessi ai crolli e all’abbandono delle aree, ma anche per effettuare alcuni interventi di manutenzione straordinaria che possa restituire un poco di decoro al cuore antico della città.
Altri 800mila euro erano già stanziati sul finire del 2025 e saranno a breve messi a “frutto” con l’affidamento degli interventi previsti che riguarderanno innanzitutto rioni come il Rabato, Santa Croce e aree limitrofe al centro cittadino.
Intanto il centro storico continua a crollare. Nei giorni scorsi il primo cittadino uscente ha firmato un’ordinanza rispetto al crollo verificatosi il 20 aprile 2026, che ha interessato un'area già precedentemente transennata e che aveva già portato allo sgombero precauzionale di un residente. L’atto è stato necessario perché i complessi accertamenti anagrafici e catastali eseguiti dagli uffici comunali hanno permesso di individuare e aggiornare la lista dei numerosi proprietari, eredi e aventi titolo dei vari subalterni delle palazzine coinvolte. A tutti i soggetti privati individuati viene intimato di procedere, entro 15 giorni dalla notifica, alla rimozione delle macerie e mettere in sicurezza. Al termine degli interventi, i proprietari saranno tenuti a presentare una perizia giurata redatta da un tecnico abilitato che certifichi la totale assenza di ulteriori pericoli.