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Viale Kennedy

Canale Arci, altre polemiche per un rivolo lasciato aperto: residenti e balneari diffidano la Sidra

Alla Plaia di Catania: «Perché non approfittare della soglia di tracimazione per avviare un intervento di pulizia di tutto l’alveo?»

12 Giugno 2026, 07:00

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Canale Arci, altre polemiche per un rivolo lasciato aperto: residenti e balneari si oppongono con una diffida alla Sidra

Il canale Arci non smette di far discutere. Perché non c'è solo la questione della foce a mare, per cui ieri dopo il nostro articolo più di un utente della Plaia era andato in agitazione e ci corre l'obbligo di ricordare le rassicurazioni date innanzitutto dal presidente di Sidra Mario Di Mulo e a cui tendiamo a credere (almeno fino ai prossimi prelievi di acque e analisi da parte di Asp previsti a fine giugno), che aveva sottolineato l'«assenza - citiamo - di pericoli per la salute, su Arci si sta pure effettuando un trattamento biologico che elimina la componente organica».

Il rivolo lasciato aperto alla soglia di tracimazione realizzata lungo la Ss 114 all'altezza della ex Casa Cantoniera, si parla di 12 l/s che costituiscono il “minimo deflusso ecologico" e a cui si sono opposti i balneari con una diffida a Sidra per impedire pure questo, non è tuttavia sfuggito neanche a chi nelle vicinanze delle sponde dell'Arci abita o ha attività. Siamo a monte di viale Kennedy, per la precisione nel pugno di chilometri da qui a Stradale Primosole dove c'è un intero mondo che si apre incluse potenzialità inespresse, tra qualche campo coltivato che resiste (pochissimi per la verità), e dove insistono ancora alcune attività vivaistiche e qualche residenza privata, ma soprattutto tanti terreni dal passato prosperoso (specie in agricoltura) e da anni abbandonati a sé stessi. Una lingua di terra che è rimasta in un limbo dal punto di vista urbanistico per cui si attende la conclusione dell'iter del nuovo Piano Urbanistico Generale (Pug) e che si richiama, almeno nelle intenzioni, alla “Variante Catania Sud del Pua, Piano urbanistico attuativo" (pubblicato sul sito internet del Comune il 10 giugno 2025) che parla di riqualifica e rilancio della fascia costiera.

«Fino ad un mese fa qui la puzza era esagerata - dicono alcuni residenti, che intendono restare anonimi - ora la portata è diminuita, come ogni estate, ma se vedete sull'alveo del canale non è stata effettuata alcuna bonifica. Qualche intervento di rimozione si era visto a seguito del ciclone Harry, che aveva trascinato vegetazione e detriti a monte creando un tappo sotto il cavalcavia del viale Kennedy. Ma il letto del canale che vedete in realtà non è quello “originale", dovrebbe essere più profondo ed è la somma di depositi continui di materiale mai rimossi. Perché non approfittare della soglia di tracimazione per avviare un intervento di pulizia di tutto l'alveo? Il rivolo, se pur minimo e con acque controllate, come dicono, così non fa che trascinare a mare i residui di ciò che trova sul suo percorso».

L'odore che dal canale si alza, se pur decisamente attenuato, del resto è inconfondibile, «nel canale si sa, scaricano le aziende della zona industriale, ma nessuno controlla niente» aggiungono i residenti. E del resto l'altra sponda dell'Arci a questa altezza risulta raggiungibile dalla strada anche con mezzi motorizzati, in teoria cioè chiunque potrebbe sversare qualunque cosa “forte” dei mancati controlli. Non ci sono sfuggiti ad esempio tre pneumatici “conferiti” nel canale nelle vicinanze di viale Kennedy e, dalla strada, quella che avrebbe dovuto essere una recinzione di protezione è pure stata divelta.