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L'Asp di Catania entra a far parte del “Patto educativo territoriale e di sviluppo sociale” di San Cristoforo

L'intesa valorizza il ruolo della comunità educante attraverso la collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglie, terzo settore

09 Giugno 2026, 16:47

16:50

L'Asp di Catania entra a far parte del “Patto educativo territoriale e di sviluppo sociale” di San Cristoforo

L’Asp di Catania entra a far parte del “Patto Educativo Territoriale e di Sviluppo Sociale” della Comunità del Quartiere San Cristoforo. L’adesione è stata formalizzata presso la Direzione Generale dell’Azienda sanitaria dal direttore generale Giuseppe Laganga Senzio. Presente, in rappresentanza dei sottoscrittori del Patto, Dino Barbarossa, tra i promotori della Città dei Ragazzi.

Avviato nel 2025 e frutto di un percorso partecipativo promosso dalle realtà che operano all’interno della Città dei Ragazzi, il Patto valorizza il ruolo della comunità educante attraverso la collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglie, terzo settore e territorio, favorendo opportunità educative, partecipazione e percorsi di crescita rivolti ai minori e alle loro famiglie.

«Abbiamo aderito a questa iniziativa perché crediamo che il benessere delle persone si costruisca anche attraverso una forte integrazione tra servizi, istituzioni e comunità - dichiara Laganga Senzio -. Come Azienda sanitaria mettiamo a disposizione il patrimonio di competenze dei nostri servizi sanitari e sociali di prossimità, nella consapevolezza che prevenzione, inclusione e promozione della salute richiedano oggi una responsabilità condivisa. Rafforzare le connessioni tra i diversi attori del territorio significa rendere più efficaci gli interventi e più vicine le istituzioni ai bisogni delle persone».

Al Patto aderiscono numerose realtà istituzionali e associative, tra cui il Comune di Catania, diversi istituti scolastici, enti del terzo settore, associazioni culturali e di volontariato, cooperative sociali, fondazioni e organizzazioni impegnate nei settori dell’educazione, dell’inclusione sociale e della promozione della legalità.

«Stiamo dando forma a una comunità che ha scelto di lavorare insieme e di condividere responsabilità educative e sociali - afferma Barbarossa -. Attorno a un luogo simbolico come la Città dei Ragazzi, che da decenni rappresenta un punto di riferimento per il quartiere e che oggi è tornata a essere uno spazio di incontro, accoglienza e partecipazione, abbiamo costruito una rete di comunità. L’adesione dell’Asp di Catania rafforza ulteriormente questo percorso, perché riconosce il valore di una collaborazione stabile tra servizi sanitari, mondo educativo e territorio. La sfida è trasformare le tante energie presenti a San Cristoforo in opportunità concrete per bambini, ragazzi e famiglie, rafforzando il senso di comunità e costruendo percorsi di crescita condivisi».

Tra le azioni previste dal Patto si segnalano la apertura delle scuole al territorio, il coinvolgimento delle famiglie nei percorsi educativi, la valorizzazione di spazi culturali e sociali come luoghi di apprendimento diffuso, la promozione della legalità e della cittadinanza attiva, il sostegno ai percorsi formativi dei minori, l’educazione digitale, le attività sportive e iniziative finalizzate a promuovere inclusione, partecipazione e crescita personale.

«Attivare le risorse della comunità e favorire il protagonismo delle persone che la abitano rappresenta uno degli aspetti più significativi di questo percorso - aggiunge Loredana Sucato, dirigente responsabile dell’UOC Servizio Sociale Professionale dell’Asp di Catania -. La costruzione di reti territoriali sempre più integrate permette di sviluppare servizi più vicini ai cittadini e più prossimi ai contesti di vita delle persone. È una prospettiva che contribuisce a rafforzare la fiducia, la partecipazione e la capacità delle comunità di generare benessere e sviluppo a partire dalle proprie risorse».

L’Asp di Catania metterà a disposizione le competenze e gli strumenti sviluppati nell’ambito della riforma della medicina territoriale con l’avvio delle Case della Comunità che favoriscono la realizzazione della medicina d’iniziativa con uno sguardo privilegiato alla comunità e alla prossimità, attraverso il coinvolgimento dei servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Salute mentale, Consultori familiari, Punti Unici di Accesso (PUA), programmi di screening e vaccinazione e delle attività realizzate nell’ambito del PNES - Area 1, creando un’alleanza sociale, sanitaria ed educativa con la rete di San Cristoforo per sostenere le azioni di promozione, prevenzione e cura previste dall’accordo.