×

Comune

Presentato a Catania il piano partecipato della Cultura per la città: ecco cosa prevede

Il sindaco Enrico Trantino dà una suggestione che richiama a Rimskij-Korsakov «Volare come un calabrone» per spiegare l'avvio del percorso partecipato

09 Giugno 2026, 12:44

20:00

Presentato a Catania il piano partecipato della Cultura per la città: ecco cosa prevede

Volare «come un calabrone». Ovvero l'animale «la cui forma non è fatta per spiccare il volo, ma lo fa lo stesso». Nella città di Bellini il sindaco Enrico Trantino dà una suggestione che richiama a Rimskij-Korsakov nell'introdurre il percorso che dovrebbe portare da oggi a ottobre 2027 a un piano partecipato della Cultura. Parla di una città che deve superare il «degrado morale» ed «espandere i propri orizzonti» prima di andare - sempre in tema - all'aeroporto dove si svolgerà una «importante riunione sulla privatizzazione». Nella gremita sala Concetto Marchesi di Palazzo della Cultura lascia quindi al direttore Paolo Di Caro e a Paolo Dalla Sega, partner Pts e consulente che ha seguito con Melting Pro il Comune per stilare la candidatura a Catania Capitale della Cultura 2028, le redini di un incontro che si svolge davanti a «110 associazioni e soggetti che si sono già accreditati».

Di Caro specifica che si tratta di «un percorso che porterà a un piano condiviso decennale» dal 2028 al 2038 esattamente come già annunciato all'indomani della mancata vittoria di qualche mese fa per la candidatura. E soprattutto che quelle risorse messe a disposizione tramite la «tassa di soggiorno» dopo la bocciatura ministeriale «andranno a bando tra pochi mesi, a fine anno». Ma l'obiettivo come spiega Dalla Sega è ben più ambizioso: «Non proporre eventi, ma una visione strategica culturale. Una vera partecipazione è fatta di cessione di potere politico» e del resto, citando Shakespeare, «cosa sono le città se non le persone che le abitano?».

L'incontro entra poi nel vivo, con la proposizione di un primo questionario mostrato nello schermo tramite Qr Code sulle priorità. E subito sul video vengono mostrati i risultati: servono «spazi culturali come luoghi di aggregazione» con 22 risposte su poco più di 50 totali, come priorità. Una prima percezione a caldo che sarà l'anticipo di quel percorso illustrato e a tappe che porterà fino a settembre 2026 ad altri questionari di mappatura. Tra luglio 2026 e maggio 2027 ci saranno altri tre incontri dedicati. La scrittura vera e propria del piano avverrà quindi tra maggio e luglio 2027 per arrivare, come detto a settembre-ottobre 2027 con il documento condiviso pronto.

«Si tratta di una delle pochissime città che si sta dotando di un piano culturale condiviso» specificano di Caro e Della Sega. Con la consapevolezza quindi che «tutti hanno diritto di dire la propria».