I rincari
Mare “salato” per le famiglie catanesi: la spesa media è arrivata a 33 euro al giorno
Per tanti i prezzi non sono sostenibili: «Siamo in quattro e abbiamo rinunciato alla cabina. Meglio il pagamento giornaliero»
Con il ponte del 2 giugno l’estate è arrivata in anticipo nel capoluogo etneo. Il mare, però, si fa subito salato: non per l’acqua, ma per i prezzi. Questa è l'estate della ripartenza dopo il ciclone Harry, che ha portato tanta devastazione lungo la costa jonica in particolare, lasciando ferite ancora aperte sul litorale.
Alla Plaia di Catania, ad esempio, una famiglia di tre persone spende in media 33 euro al giorno per un ombrellone e due lettini. È solo la spesa base, a cui va aggiunto il parcheggio. Anche il cibo pesa sempre di più: alcuni stabilimenti vietano ormai di portare pranzo al sacco e la borsa del ghiaccio dall’esterno, un vero “must” per i catanesi, obbligando a consumare ai prezzi del bar interno e togliendo l'unica strategia per contenere i costi.
È già estate quindi, ma guardando alla vetta dell'Etna c'è ancora la cima imbiancata di neve, segno che i cambiamenti climatici stanno facendo slittare sempre più le stagioni. In questo scenario, le reazioni tra i bagnanti sono contrastanti. C'è chi non ha scelta, come Emanuele, al mare con la moglie e la figlia neonata: «Con una bimba così piccola la spiaggia libera è impraticabile, il lido è un obbligo. Ma con questi prezzi verremo solo nel weekend, e siamo appena a inizio stagione». Per le famiglie numerose, invece, la cabina resta un'abitudine radicata a cui non si può rinunciare, anche se molti iniziano a cedere. È il caso di Daniele che, con moglie e due figli, dopo anni di cabina condivisa con altre giovani famiglie ha scelto di migrare, letteralmente, verso “altri lidi”: «Abbiamo rinunciato allo stabilimento “di brand” per una struttura più economica preferendo la soluzione giornaliera che costa 25 euro per quattro persone».
Non tutti, però, vedono solo rincari. Due signore di mezza età, ancora lavoratrici, smorzano i toni: «Qui al Sud i prezzi per noi non sono aumentati, al Nord le spiagge sono molto più proibitive». Sulla stessa linea tre amiche di origine rumena residenti a Catania, che spiegano come «affrontando il costo singolarmente, la spesa alla fine diventa contenuta». A pesare sul giudizio complessivo dei bagnanti c'è però la qualità dei servizi: in molti evidenziano come un mare spesso sporco e l'assenza di bandiere blu incidano parecchio sul bilancio, soprattutto se poi l'accesso alla piscina del lido richiede un costo extra. Per compensare, si attende con l’imminente apertura delle spiagge libere comunali.
La stagione tra l’altro parte sotto i riflettori delle forze dell'ordine. La polizia di Stato e la polizia locale hanno infatti già avviato i primi controlli a tappeto sul litorale per verificare la regolarità delle concessioni demaniali e del personale in servizio. Un inizio d'estate blindato e burocratico che vede qualche gestore ammettere, tra le scartoffie: «Siamo già stanchi prima ancora di cominciare».