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Procura Caltanissetta

Corruzione al Cefpas: otto indagati, c’è anche il deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto

Inchiesta sul Cefpas: otto indagati, tra cui il deputato Riccardo Gallo Afflitto, per corruzione e falso ideologico; favori, incarichi alla moglie e appalti pilotati

04 Giugno 2026, 08:23

12:25

Corruzione al Cefpas: otto indagati, c’è anche il deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto

La Procura della Repubblica di Caltanissetta ha richiesto misure cautelari custodiali per otto persone, tra cui il deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana Riccardo Gallo Afflitto, nell'ambito di un'indagine su presunti reati di corruzione e falso ideologico al Cefpas (Centro per la Formazione Permanente e l'Aggiornamento del Personale Sanitario).

Questa mattina, gli agenti della Squadra Mobile di Caltanissetta e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, con la collaborazione delle Squadre Mobili di Palermo, Agrigento e Piacenza, hanno notificato l'invito a comparire per l’interrogatorio emesso dal G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta. Contestualmente sono state eseguite diverse perquisizioni delegate, inclusa quella presso l’ufficio del deputato, con esclusione delle strutture del suo partito.

Gli otto indagati

Oltre al deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto, al quale è contestato il reato di corruzione, gli altri sette indagati sono:

Roberto Sanfilippo, ex direttore pro tempore del Cefpas.

Giuseppe Capodieci, dirigente generale dell’Asp di Agrigento.

Gioacchino Pontillo e Maria Luisa Zoda, funzionari del Cefpas.

Salvatore Enrico Giambelluca, medico in quiescenza.

Pietro Tirone, rappresentante legale della società edile Sice srl.

Vincenzo Raitano, funzionario regionale in quiescenza.

Agli altri indagati sono contestati, a vario titolo, i reati di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e falso ideologico. Nel procedimento non risultano indagati altri membri dell’Assemblea Regionale Siciliana né parlamentari nazionali.

Il quadro accusatorio: favori e atti contrari ai doveri d'ufficio

Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dalla Procura, le condotte illecite ruoterebbero attorno alla figura del direttore pro tempore del Cefpas, Roberto Sanfilippo, che avrebbe asservito le sue funzioni agli interessi del deputato Riccardo Gallo Afflitto in cambio della promessa del mantenimento della carica al vertice dell’ente per tre anni, assicurata in concorso con Gioacchino Pontillo, funzionario del Cefpas e uomo di fiducia del deputato.

Incarichi al Funzionario di Fiducia: Assegnazione di un incarico dirigenziale per esperto amministrativo giuridico a Gioacchino Pontillo, con criteri concordati con il deputato.

Favori alla Moglie del Deputato: Assegnazione di quattro incarichi di consulenza e la sottoscrizione di un contratto a tempo determinato al Cefpas per la moglie di Gallo Afflitto.

Accordo con ASP di Agrigento: Sottoscrizione di un accordo quadro tra Cefpas e Asp di Agrigento, su richiesta del deputato, per consentire alla moglie dell'esponente politico di lavorare ad Agrigento tramite distacco di personale.

Appalto per Biblioteca Digitale: Affidamento di un appalto per una biblioteca digitale a un operatore economico senza le competenze necessarie, fratello di un alto prelato, della cui influenza sull'elettorato cattolico il deputato intendeva avvalersi.

Messa a Disposizione di Società Edile: Aver indotto Pietro Tirone, legale rappresentante della Sice srl, a mettersi a completa disposizione del deputato.

Altri Incarichi: Assegnazione di vari incarichi al Cefpas a soggetti indicati dal deputato per soddisfare interessi personali o economici di quest'ultimo.

Le altre accuse di corruzione e falso ideologico

Il reato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio è contestato anche a Giuseppe Capodieci (Dirigente generale ASP Agrigento) per aver sottoscritto l’accordo quadro con il Cefpas per favorire la moglie del deputato, al fine di mantenere il suo ruolo di direttore dell’Asp; a Pietro Tirone (Rappresentante legale Sice srl) per aver promesso al deputato la messa a disposizione della sua azienda in cambio di favoritismi nell'esecuzione dell'appalto; e a Vincenzo Raitano (Funzionario regionale in quiescenza), in quanto membro della commissione di valutazione per l’assegnazione dell’incarico, che avrebbe favorito Pontillo accettando la promessa di futuri incarichi.

Infine, il reato di falso ideologico è contestato a Maria Luisa Zoda (funzionaria del Cefpas) e al medico in quiescenza Salvatore Enrico Giambelluca, entrambi membri della Commissione di Valutazione per la biblioteca virtuale, per aver falsamente attestato che il progetto fosse stato effettivamente proposto all’operatore economico aggiudicatario della gara.

In merito ai recenti avvenimenti che hanno coinvolto il Cefpas, la Camera del Lavoro di Caltanissetta e la Funzione Pubblica CGIL di Caltanissetta ribadiscono con fermezza la loro posizione, sottolineando la coerenza del proprio impegno contro la gestione dell'ente.

La nota della Cgil Caltanissetta

In una nota congiunta firmata dalla Segretaria Generale della CGIL Caltanissetta, Rosanna Moncada, e dal Segretario della Funzione Pubblica CGIL Caltanissetta, Sandro Pagaria, l'Organizzazione Sindacale dichiara di non essere affatto sorpresa dalle perquisizioni messe in atto questa mattina dalla Polizia presso la sede del Cefpas.

La CGIL rivendica di aver condotto una "battaglia rigorosa, in totale solitudine" contro una gestione della cosa pubblica che era stata più volte segnalata come "poco trasparente e priva della necessaria chiarezza" sin dal lontano 2022.

"Mentre attorno regnava spesso il silenzio," si legge nella nota, "la CGIL ci ha messo la faccia, facendosi promotrice di denunce pubbliche, richieste di accesso agli atti e battaglie sindacali volte a ripristinare la legalità e il buon andamento amministrativo". I sindacalisti si definiscono "protagonisti solitari di una mobilitazione che mirava esclusivamente a tutelare l'interesse pubblico da logiche opache".

L'organizzazione sindacale esprime "massima fiducia nel lavoro della Procura, auspicando che si faccia piena luce sui fatti nel più breve tempo possibile".

La CGIL annuncia che continuerà a vigilare e a fare la propria parte, ribadendo che la battaglia per la legalità, il lavoro dignitoso e la corretta gestione della cosa pubblica "non si ferma oggi; al contrario, esce rafforzata nella convinzione che la verità e l'interesse collettivo debbano sempre prevalere"