Catania
Tira e molla sul porticciolo di Ognina: la Tortuga chiede la riapertura dell'iter dopo bocciatura del Cga
Cga annulla il via libera per vizi di istruttoria: la società difende gli investimenti e si riserva azioni risarcitorie
Continua il tira e molla per la società La Tortuga sulla vicenda dell' ampliamento della concessione, affinché la suddetta società possa ingrandire il porticciolo privato di Ognina. Ieri la sentenza del Cga che ha definito "illogico, irragionevole e contraddittorio" il parere arrivato dalla Soprintendenza, con un tutto praticamente da rifare.
E dopo il recente pronunciamento del Consiglio di Giustizia Amministrativa, la società La Tortuga S.r.l. desidera fare chiarezza sulla propria posizione. "La sentenza che ha annullato il provvedimento di ampliamento della nostra concessione demaniale non mette in discussione la bontà del nostro progetto, né tantomeno l’impegno profuso per la valorizzazione del porticciolo di Ognina. Il Giudice amministrativo ha invece evidenziato unicamente un difetto di motivazione e di istruttoria da parte degli enti pubblici competenti, travolgendo un titolo autorizzativo che avevamo ottenuto confidando pienamente e in assoluta buona fede nell'operato delle istituzioni. Accettiamo questa decisione con il dovuto rispetto, ma anche con la ferma consapevolezza che le nostre ragioni restano intatte.
La Tortuga ha investito ingenti risorse economiche ed umane, sviluppando un piano volto a migliorare la fruibilità del porto attraverso infrastrutture moderne, inclusive e rispettose dell’ambiente, come i pontili galleggianti e le rampe per l'abbattimento delle barriere architettonici. Non possiamo permettere che investimenti così importanti, pensati per la crescita del territorio e fatti nel pieno rispetto delle regole, vengano vanificati da semplici carenze burocratiche o formali estranee alla nostra condotta. Proprio per questo, abbiamo già provveduto a richiedere formalmente la riapertura dell'iter istruttorio amministrativo, affinché le Amministrazioni possano emendare i vizi riscontrati dal Giudice e valutare nuovamente il nostro progetto con la profondità e il rigore che un sito di pregio merita. Siamo pronti a fare la nostra parte, collaborando attivamente con la Soprintendenza e le autorità regionali per assicurare che ogni dettaglio risponda ai più alti standard di tutela storica e paesaggistica. Al contempo, sentiamo il dovere di proteggere il valore della nostra impresa, del nostro lavoro e delle maestranze coinvolte. Pur muovendoci con uno spirito di massima cooperazione istituzionale, abbiamo formalizzato una riserva di azione risarcitoria nei confronti degli enti responsabili dell'istruttoria. È una scelta necessaria per tutelare un affidamento legittimo che è stato leso, ma che non spegne il nostro vero obiettivo: continuare a investire sul futuro di Catania, restituendo alla comunità un porticciolo di Ognina più moderno, sicuro e accessibile a tutti".
