×

Il report

Femminicidi, è allarme a Catania: ha il triste primato in Sicilia

Il Centro Famiglie Aps fa il punto sulla violenza di genere: dal 2010 52 delitti nella provincia etnea

28 Maggio 2026, 06:00

09:00

Femminicidi, è allarme a Catania: ha il triste primato in Sicilia

Dal 2010 si sono registrati 162 femminicidi in Sicilia. E ben 52 di questi sono stati nella provincia etnea. Un triste primato regionaleche vede Catania davanti alla provincia di Palermo che ne registra 39, seguita da Siracusa con 15, Messina (16), Trapani (11) ed Agrigento (11) Caltanissetta (8), Ragusa (6) ed Enna (4). Il capoluogo etneo in particolare ha visto ben 17 casi di femminicidio, seguito da Caltagirone (5), Giarre (4) e Nicolosi (4).

Questo è quanto emerge dal “Report 2025” sulle attività di contrasto alla violenza intrafamiliare a cura del Centro Famiglie Aps, presentato, ieri, dal presidente Antonello Arculeo, insieme alla direttrice Udepe (Ufficio distrettuale esecuzione penale esterna) Maria Pia Fontana, alla direttrice Ulepe di Siracusa (Ufficio locale esecuzione pene esterne), Gabriella Picco, al commissario Calogero Lo Mascolo e all’ispettore Claudio Manera della Questura di Catania.

Altri dati rilevanti riguardano il numero di uomini che nel 2025 sono stati seguiti dal Cuav (Centro uomini autori di violenza) nei territori delle provincie di Catania e Siracua, 333. Tra queste 107 richieste ricevute e 177 gli ammoniti incontrati. E il 46% dei richiedenti sono stati valutati idonei per partecipare a un percorso psicoeducativo. Di contro, lo scorso anno solo il 23% delle donne vittime degli utenti del Cuav sono state seguite da un Centro antiviolenza.

«Al Cuav – spiega Arculeo – gli uomini si rivolgono per lavorare sulle proprie responsabilità. Il nostro operato nel territorio, in collaborazione con la magistratura e altri enti, è essenziale per far comprendere cos'è la violenza, ancora troppo diffusa. Non tutti concludono proficuamente il percorso, ma tanti sono riusciti a capire a fondo quale sia il disvalore dei comportamenti violenti». Arculeo ha messoanche in evidenza come l’attività sia messa a rischio dalla mancata erogazione dei fondi statali da parte della Regione Siciliana a causa di vincoli di bilancio.

Fontana ha poi evidenziato la solida collaborazione di Udepe con Cuav, basata sul monitoraggio dei percorsi trattamentali per i beneficiari della sospensione condizionale della pena, sulla creazione di una rete territoriale e su un impegno contro la violenza di genere agendo sulle sue radici sociali e culturali. Fondamentale anche la collaborazione con la Questura: «La nostra attività – spiega Lo Mascolo - si fonda sulla prevenzione, incentivando le denunce, anche attraverso l'app YouPol. Un primo provvedimento è l’ammonimento del Questore, che notifichiamo al maltrattante per chiarire che è sotto monitoraggio e che ogni ulteriore condotta avrà conseguenze penali».

Monica Colaianni