Alla Scogliera
Dopo il rogo doloso all’Esagono, l’assessora Savarino avverte: «La mafia su queste strutture»
Sale l’allarme dopo l’episodio avvenuto fra venerdì e sabato scorsi Intanto le indagini proseguono a ritmo serrato: individuate alcune telecamere che hanno ripreso il momento in cui l’incendiario è arrivato allo stabilimento
Da sabato c’è un pellegrinaggio al Lido Esagono di via Antonello da Messina, alla Scogliera di Aci Castello. Colleghi, politici e rappresentanti della società civile hanno voluto dimostrare la vicinanza al titolare dello stabilimento balneare colpito da un incendio doloso. Sul caso stanno lavorando i carabinieri. Il puzzle è davvero complicato. Il punto di partenza sono le immagini estrapolate dalle telecamere di videosorveglianza. L’incendiario sarebbe arrivato in scooter e passando dalla scogliera avrebbe appiccato il fuoco nella zona dove era accatastata la legna per realizzare il solarium. L’inchiesta coordinata dalla procura servirà intanto a capire se sia un episodio legato al racket delle estorsioni.
Quanto accaduto ha toccato anche l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino. «Siamo vicini ai gestori dei lidi che hanno subito atti che appaiono di natura intimidatoria. Abbiamo alzato al massimo il livello di attenzione sul rischio di infiltrazione mafiosa sul nostro demanio», ha detto. «Appare chiaro - prosegue l’assessora - come evidenziato anche dalla presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo, che la mafia abbia messo gli occhi sugli stabilimenti balneari. L’attenzione resterà alta anche dopo l’adozione dei Piani di utilizzo del demanio marittimo da parte dei Comuni, che consentiranno le future assegnazioni delle concessioni attraverso bandi pubblici. Vigileremo, insieme a prefettura e forze dell’ordine, sul pieno rispetto delle regole e della legalità».
Su quanto accaduto si registrano gli interventi di sindacati e associazioni di categoria. «Ci chiediamo con un certo imbarazzo come possano esistere sciacalli capaci di colpire un’azienda che sta uscendo da una crisi spaventosa dopo il ciclone Harry», dice il presidente di Confcommercio, Pietro Agen. «Confidiamo nella sempre efficace azione delle forze dell’ordine per individuare i responsabili del gesto criminale - ha detto Agen - ma vogliamo al contempo richiamare l’attenzione sul mondo dei lidi, su cui, come purtroppo previsto, sembra essersi concentrata l’attenzione della criminalità, anche alla luce dalla proclamata, prossima, introduzione nel settore della direttiva Bolkestein. Per questo chiediamo di sollevare il velo di disattenzione che c’è in materia. Temiamo, lo abbiamo detto in tempi non sospetti, che possa esserci un tentativo della criminalità di impossessarsi di queste aziende. Ci auguriamo di sbagliare. Ma questi segnali vanno in quella direzione». «Da tempo - aggiunge Ignazio Ragusa, presidente Sib - segnaliamo il rischio che la criminalità possa provare a infiltrarsi o esercitare pressioni nel comparto balneare, soprattutto in una fase di incertezza normativa come quella attuale. Per questo chiediamo alle istituzioni di alzare il livello di attenzione, accelerare i processi di rinnovo delle concessioni e garantire stabilità alle imprese sane che operano nel rispetto delle regole».
La Filcams e la Cgil di Catania esprimono «forte preoccupazione e piena solidarietà ai lavoratori, alle lavoratrici e alla proprietà del lido Esagono dopo l’incendio doloso. Quanto accaduto - osservano i sindacati - rappresenta un fatto inquietante che colpisce non soltanto un’attività economica del territorio, ma un intero sistema produttivo che vive già enormi difficoltà, aggravate negli ultimi mesi dagli eventi atmosferici e dalla forte instabilità che attraversa il settore balneare».

