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Il caso

Orti di Cibali, dopo il rogo interviene Trantino: «Stiamo valutando l'acquisto»

Il sindaco di Catania risponde all'Mpa e rivendica di essersi opposto alla cementificazione «fin da giovane». Ma non nasconde le problematiche di una eventuale gestione comunale

17 Maggio 2026, 10:43

10:50

Orti di Cibali, dopo il rogo interviene Trantino: «Stiamo valutando l'acquisto»

L'ennesimo rogo ieri, all'interno degli Orti della Susanna nel quartiere Cibali, ha rinnovato il dibattito in città su questa grande area (17,4 ettari) che potrebbe diventare un parco. Nonostante da piano regolatore sia destinata a "centro direzionale". Un tema nel quale si è inserito anche il sindaco di Catania, Enrico Trantino: «Il mio primo intervento di natura politica di cui si ha traccia su Radio Radicale, risale al 1988. Con toni che risentivano della giovane età, mi opponevo alla realizzazione di un Centro Direzionale, che sarebbe dovuto sorgere nell'area meglio nota come Orti della Susanna, un grande polmone verde nel quartiere Cibali. Ieri, al suo interno, si è sviluppato un incendio», ha scritto sui social.

L'area, ha proseguito «da tempo è in vendita e stiamo prendendo in considerazione l'idea di acquistarlo. Il problema, oltre alle risorse finanziarie (su cui avrei un'idea), è il costo della manutenzione». E Trantino ha anche una possibile via d'uscita: «Una soluzione potrebbe essere l'affidamento della gestione, sul modello di orti urbani o di una vigna sociale, o la realizzazione di un parco con affidamento di singole porzioni a chi le voglia adottare per manutenerlo, sullo stile di quanto avviene in Giappone. Se si concretizzeranno alcune ipotesi che stiamo considerando per l'acquisto, vorremmo organizzare un incontro pubblico per raccogliere idee. Ma non ci dispiacerebbe cominciare a ricevere qualche proposta fin d'ora».

La proposta di acquisto dell'area era del resto arrivata ieri dal Mpa, partito della maggioranza che appoggia Trantino e che da mesi, parallelamente a decine di associazioni e a un Comitato civico, promuove la realizzazione di un parco. «Come volevasi dimostrare - ha scritto la coordinatrice cittadina Pina Alberghina insieme al gruppo consiliare Mpa-Grande Sicilia. - quello che è accaduto agli Orti di Cibali non è un semplice incidente, ma il tragico e prevedibile epilogo di un totale stato di abbandono che profuma di speculazione. Esprimiamo profonda rabbia per un evento che si sarebbe potuto e dovuto evitare, sottolineando come inerzie e interessi particolari stiano letteralmente mandando in fumo un patrimonio collettivo di inestimabile valore sociale e ambientale. Riteniamo necessario che il Comune di Catania avvii senza indugio le procedure per l'acquisizione pubblica dell’intera area degli Orti di Cibali, perché solo la proprietà pubblica può sottrarla definitivamente alle mire speculative. È necessario anche un presidio costante e un monitoraggio rigoroso della zona, per evitare che si ripetano episodi ancora più gravi, capaci di mettere a rischio non soltanto l’ambiente, ma anche l’incolumità dei residenti. Non si possono tollerare ulteriori ritardi. Gli Orti di Cibali devono tornare a essere un bene comune, tutelato e restituito alla città. Non si tratta solo di un semplice terreno incolto, ma un ricchissimo e unico ecosistema nel tessuto urbano di Catania. Un’area caratterizzata da antichi agrumeti, uliveti e alberi da frutto tradizionali. Un polmone verde che costituisce una straordinaria biodiversità vegetale e animale e che rappresenta al tempo stesso uno spazio sociale irrinunciabile. Comunichiamo è già in fase di organizzazione una immediata azione collettiva, che coinvolgerà cittadini, comitati di quartiere e associazioni ambientaliste».