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il caso

Siracusa, acqua a singhiozzo nei giorni della svolta del gestore: ballano 21 milioni di euro, che rischiano di finire in bolletta

Quartieri a secco mentre dal 1 giugno Siam lascia il posto ad Acea. Un cambio atteso da anni e che ha paralizzato pure gli investimenti sulla condotta colabrodo

16 Maggio 2026, 11:28

11:30

Siracusa, acqua a singhiozzo nei giorni della svolta del gestore: ballano 21 milioni di euro, che rischiano di finire in bolletta

L’acqua in provincia di Siracusa ci sarebbe pure, il territorio è ricco di sorgenti e fonti, ma la sua qualità è stata deturpata da decenni di emungimenti nella zona industriale, che l’hanno resa salmastra tanto che, utilizzata per irrigare, contribuisce alla desertificazione (dato Enea); la quantità che arriva nei rubinetti, invece, risente della fatiscenza di una rete colabrodo, con alte percentuali di dispersione, che nel comune capoluogo superano il 50% (dato Istat).

Un problema gestionale e di mancati interventi sulla vetustà di impianti e condotte, che nelle ultime settimane è esploso a Siracusa, proprio in coincidenza con l’approssimarsi del cambio nell'appalto dell'ente gestore. Manca l’acqua con frequenza, per continue rotture delle condotte di distribuzione che mettono ko cittadini di zone “abituate” ai disservizi da un andazzo decennale (Borgata, Neapolis, zone balneari) e quelli del centro storico di Ortigia, con tutto il suo tessuto produttivo di ristoratori e albergatori.

In questo momento a Siracusa il gestore del servizio (Siam) è in carica grazie a una gara ponte, vinta nel 2021 e proseguita a forza di proroghe, indetta dal Comune in regime straordinario e in deroga alla legge che vuole sia l’Ati ad affidare il servizio a un gestore unico per l’intero ambito provinciale. Questo interregno ha impedito a Siam di investire sulla rete per via delle scadenze, a suo dire, limitate. E il momentaneo deficit normativo ha impedito al territorio di intercettare finanziamenti da fondi Pnrr o Fsc, per ammodernare la rete.

Ora il gestore unico c’è, si insedierà a Siracusa il primo giugno. Per arrivare a questo è stato necessario un commissariamento dell’Ati (l’assemblea dei sindaci), perché non era stata in grado di arrivare a un affidamento unico entro i termini del novembre 2022. La commissaria, Sara Barresi, ha indetto la gara per l’individuazione del socio privato nel giugno del 2023; nel febbraio 2025 è arrivata l’aggiudicazione ad Acea. Società che quindi rappresenta il socio privato - al 49% di Aretusacque (51% i Comuni) - imminente gestore. Nel frattempo a Siracusa Siam gestiva i disagi tappando buchi e l’Ati perdeva finanziamenti per l’ammodernamento: il ministero delle Infrastrutture bocciava progetti “per mancato possesso di requisiti generali” (l’affidamento al gestore unico).

Ora in una fase in cui i disagi sono quotidiani, i cittadini subiscono pure le beghe del cambio appalto (finite al Tar): l’uscente Siam chiede 21 milioni di “Valore di subentro regolatorio”, somma che il gestore entrante deve versare, in base a calcoli su investimenti e conguagli tariffari. La somma dovrebbe pagarla Aretusacque, ma nel caso finirebbe in bolletta. E la pagherebbero i cittadini: cornuti e mazziati.