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Carceri

Bollettino di guerra: Piazza Lanza al collasso, 59 agenti feriti e sit-in il 7 maggio

La casa circondariale al centro di Catania: aggressioni quotidiane, sovraffollamento al 173% e 68 unità mancanti. Annunciata la protesta della polizia penitenziaria

24 Aprile 2026, 23:16

23:20

Catania, violenta rivolta nel carcere di piazza Lanza: detenuti sul tetto, danni alla struttura

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Un “bollettino di guerra”. Con questa espressione la confederazione sindacale CON.SI.PE. descrive il quadro, ritenuto ormai insostenibile, all’interno della Casa circondariale di Catania Piazza Lanza, annunciando per il 7 maggio 2026 una manifestazione di protesta.

Il documento, sottoscritto dal presidente Domenico Nicotra, ricostruisce l’ultimo anno (aprile 2025 – aprile 2026) e imputa all’Amministrazione penitenziaria un “silenzio assordante” di fronte al sistematico “massacro” degli agenti in servizio.

I numeri forniti dal sindacato delineano un sistema prossimo al collasso: Violenza quotidiana: 31 eventi critici complessivi, quasi tre aggressioni al mese.

Agenti feriti: 59 poliziotti costretti a cure ospedaliere, con lesioni gravi e, in alcuni casi, sfregi permanenti. Sovraffollamento: 482 detenuti a fronte di 279 posti regolamentari, per un tasso d’occupazione del 173%Emergenza psichiatrica: il 30% della popolazione detenuta è affetta da patologie psichiatriche.

Per il CON.SI.PE., il carcere è divenuto un “surrogato improprio di strutture sanitarie”, gestito da personale privo di specifiche competenze cliniche. A gravare ulteriormente è la carenza cronica di organico: a fronte di una pianta prevista di 268 unità, sono presenti soltanto 200 agenti, con un deficit di 68 persone. Una scopertura che, secondo il sindacato, impone turni “massacranti”, sacrifica diritti minimi e rende impossibile operare in condizioni di sicurezza.

La mobilitazione del 7 maggio, formalmente notificata ai vertici del D.A.P. e alle autorità regionali, si terrà con un sit-in davanti ai cancelli dell’istituto catanese a partire dalle 10:00.

Tre le richieste immediate avanzate dai lavoratori:

  • Sfollamento dei detenuti in esubero
  • Invio di contingenti di supporto
  • Una nuova gestione della sanità penitenziaria.

Se lo Stato non è in grado di difendere chi lo rappresenta nelle sezioni detentive, sarà il sindacato a farlo nelle piazze”, conclude la nota firmata digitalmente dal presidente Nicotra.