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Il Tar conferma il Piano: il "Rizza" lascia la sede storica

Sfratto confermato per la scuola di Vittorini a Siracusa. Il Palazzo degli Studi passerà interamente al Liceo Corbino. I dettagli della sentenza.

20 Aprile 2026, 11:16

11:20

Il Tar conferma il Piano: il "Rizza" lascia la sede storica

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Il Tar ha respinto il ricorso del Comitato di insegnanti a difesa del Rizza: la scuola di Elio Vittorini, nel Sessantesimo dalla sua scomparsa, può essere “sfrattata” dalla sua sede centenaria.

La terza sezione del tribunale amministrativo catanese si è espresso sul ricorso che chiedeva l’annullamento della delibera del Libero consorzio con il Piano che, con l’obiettivo del risparmio dalla dismissione degli affitti e il conseguente domino di istituti scolastici, sposta il Rizza alla sede dell’Insolera di via Modica, lasciando il Palazzo degli studi interamente al contiguo liceo Corbino.

I giudici hanno estromesso dal giudizio il Comitato ricorrente. Non aveva tutte le condizioni di legge “dell’azione”. “Il Comitato - si legge nella sentenza - si è costituito meno di tre mesi dopo l’adozione dell’atto impugnato e a strettissimo ridosso della notificazione dell’odierno ricorso (…) dovendosi desumere, da tale circostanza, che la sua costituzione sia avvenuta al solo fine di impugnare gli atti gravati”. Non risulta quindi “alcuna azione dotata di apprezzabile consistenza volta alla tutela delle finalità” indicate nel suo statuto.

Ma il collegio è entrato anche nel merito. E in pratica il Libero consorzio aveva diritto a prendere la decisione che ha preso, al di sopra del contestato difetto di motivazione. Trattasi di “provvedimento avente natura di atto generale a contenuto pianificatorio, il quale, in quanto tale – dice la sentenza - non richiede, ai sensi dell’art. 3, comma 2, della L. 241/1990, il supporto di una specifica e puntuale motivazione”. In sostanza le posizioni espresse nell’istruttoria propedeutica alla redazione del Piano, dalle scuole coinvolte, “pur costituendo un parere di natura obbligatoria – scrivono i giudici - non assume connotati “vincolanti” per l’ente procedente, il quale, una volta integrata la propria istruttoria raccogliendo le posizioni espresse dai singoli istituti, adotta la propria determinazione finale in via autonoma, dando prova, comunque, di averle acquisite e valutate”.

Resta in piedi una strada “bonaria” per una eventuale modifica del Piano, rappresentata da un tavolo che sta valutando soluzioni alternative. Quella giuridico amministrativa, almeno nel primo grado del Tar, si chiude con il respingimento del ricorso e la conferma del Piano scuole adottato dall’ente.