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Paternò, strappa collana a una donna con bimba in braccio buttandola a terra: 46enne arrestato per due rapine

I due colpi messi a segno a settembre, oggi la misura cautelare disposta dal Gip del Tribunale di Catania

20 Aprile 2026, 10:52

11:01

Paternò, strappa collana a una donna con bimba in braccio buttandola a terra: 46enne arrestato per due rapine

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Non ha esitato a strapparle la collana dal collo, scaraventandola a terra, nonostante la donna avesse in braccio la figlia di due anni. E due giorni dopo stessa modalità per un'altra vittima 65enne. Oggi, a distanza di sette mesi dalle due rapine, il 46enne Antonio Corallo, di Paternò, è stato arrestato e trasferito in carcere.

La Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, nell’ambito di un’attività investigativa svolta dai Carabinieri della Stazione di Paternò, ha richiesto ed ottenuto dal GIP del Tribunale di Catania l’emissione della misura della custodia cautelare in carcere

Le risultanze investigative, pur in una fase in cui non è ancora intervenuto il contraddittorio tra le parti e ferma restando la presunzione d’innocenza valevole fino a sentenza definitiva di condanna, hanno permesso di attribuirgli la commissione di due rapine, entrambe commesse in Paternò, nel mese di settembre, il 7  e il 9.

Due episodi di rapina con strappo, particolarmente gravi per le condizioni delle vittime. Nel primo caso, una donna che teneva in braccio la figlia di appena due anni è stata scaraventata a terra mentre le veniva strappata la collana. Nel secondo, a farne le spese è stata un’ultrasessantacinquenne, particolarmente vulnerabile, derubata di una collana d’oro.

Le investigazioni, condotte dagli uomini della Stazione di Paternò, si sono basate sulle testimonianze delle persone offese e sull’analisi delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza presenti nei luoghi in cui i reati sono stati commessi. Tali accertamenti hanno consentito di ricostruire la dinamica dei fatti e di individuare il presunto autore.

Sulla scorta degli elementi indiziari raccolti, la Procura ha richiesto una misura cautelare, accolta dal G.I.P. Al termine delle formalità di rito, l’indagato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Piazza Lanza