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CALCIO E POLITICA

Acireale e l'intimidazione a Di Mauro, il sindaco Barbagallo: «Istituzioni sempre vicine, ora il club risponda»

La società di calcio attacca le istituzioni, il primo cittadino risponde e presenta il conto

08 Aprile 2026, 16:24

16:31

Acireale e l'intimidazione a Di Mauro, il sindaco Barbagallo: «Istituzioni sempre vicine, ora il club risponda»

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Nella notte tra il 5 e il 6 aprile, qualcuno ha lasciato davanti alla porta di casa del presidente dell'Acireale Calcio Giovanni Di Mauro uno scalpo - presumibilmente di bovino - con un cappio annodato. Un gesto intimidatorio che ha scosso il club, aperto un'indagine della Sezione Scientifica e innescato uno scambio pubblico, niente affatto sereno, tra la società granata e il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo.

La SSD Città di Acireale 1946 ha condannato senza esitazioni l'episodio, definendolo «vile». Ma nel comunicato, accanto alla condanna, c'è anche una frecciata alle istituzioni cittadine, chiamate in causa per l'assenza - percepita - di una risposta adeguata al clima di tensione che avvolge il club da mesi. Diciotto mesi di risultati sportivi deludenti, una classifica che preoccupa, una tifoseria che ribolle. Il club riconosce il diritto alla protesta — «sancito dalla Costituzione italiana» — ma traccia una linea: la critica non può trasformarsi in intimidazione nei confronti di persone e famiglie. Le indagini, fa sapere la società, sono già avviate.

La replica del sindaco Barbagallo arriva nel giro di poche ore, direttamente su Facebook, con un tono che non lascia spazio a equivoci. «Con rammarico e dispiacere», scrive il primo cittadino, leggo un comunicato che cita e contesta tutte le istituzioni cittadine. Barbagallo rivendica il lavoro svolto — Daspo emessi, violenze condannate dentro e fuori dal campo, struttura sportiva concessa nell'interesse della città — e respinge al mittente ogni accusa di disattenzione. Poi, chiude con una stoccata: «Approfitto di questa occasione per chiedere alla società Acireale Calcio risposte alle note inviate dai nostri uffici e alle richieste a tutt'oggi inevase».

Uno scalpo con un cappio, un comunicato, una replica istituzionale con conto aperto in calce. Ad Acireale il calcio, in questo momento, si gioca anche fuori dal campo.