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Dall'imposta di soggiorno ai rimborsi per i congressi: Catania cambia strategia sul turismo

La giunta Trantino stanzia 250mila euro per diventare destinazione congressuale e attrarre visitatori tutto l'anno, non solo d'estate

08 Aprile 2026, 13:13

13:20

Dall'imposta di soggiorno ai rimborsi per i congressi: Catania cambia strategia sul turismo

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Duecentocinquantamila euro sul tavolo, una delibera approvata dalla Giunta Trantino e un obiettivo dichiarato: trasformare Catania in una destinazione congressuale capace di attrarre visitatori tutto l'anno, non solo d'estate. Il Comune ha varato le linee guida 2026 per il turismo congressuale, scolastico e di gruppo, introducendo un sistema di rimborsi economici per chi organizza eventi con pernottamento in città.

Il meccanismo è semplice. Enti pubblici e privati, associazioni, ordini professionali, scuole, università, federazioni sportive e agenzie di viaggio che portano gruppi a dormire a Catania possono ottenere contributi che variano dai 3.000 euro per i soggiorni tra 100 e 149 notti fino a 17.000 euro per quelli che superano le 1.500 notti. A questi si aggiungono fino a 3.000 euro per le spese di comunicazione dell'evento, a condizione che il piano promozionale sia elaborato da giornalisti iscritti all'albo. I fondi — attinti dai proventi dell'imposta di soggiorno — saranno assegnati in ordine cronologico di arrivo delle domande, fino a esaurimento. Per accedervi, la domanda va inviata via PEC all'indirizzo ufficio.gabinetto.catania@pec.it almeno 45 giorni prima dell'evento, allegando programma e stima dei pernottamenti previsti. L'erogazione effettiva avverrà solo a fatture presentate, a soggiorno avvenuto.

La delibera — predisposta dal capo di gabinetto e direttore del turismo Giuseppe Ferraro — nasce da una proposta di Confesercenti-Assoturismo e punta esplicitamente sulla destagionalizzazione: riempire gli alberghi anche nei mesi morti, generare indotto su ristoranti, trasporti e commercio, stabilizzare i flussi invece di concentrarli in pochi mesi bollenti. «Non solo sosteniamo concretamente chi sceglie la nostra città per congressi o viaggi d'istruzione», ha dichiarato il sindaco Enrico Trantino, «ma investiamo sul futuro del nostro brand turistico».

L'ambizione è quella di agganciare un segmento — quello dei congressi e degli eventi — che nel turismo italiano vale miliardi e che le grandi città del Nord presidiano da decenni. Catania ci prova con 250mila euro e la scommessa che l'Etna, il barocco e la tavola facciano il resto.