L'APPALTO
Autostrade siciliane, ecco perché su A18 e A20 il pedaggio non si può più pagare con le carte (alle casse automatiche)
Da anni il Cas, gestore delle due infrastrutture, tenta di portare avanti i "lavori di implementazione degli automatismi". Ma ha un problema dopo l'altro, e non ci riesce
Il 5 settembre 2025 l'annuncio viene affidato a un post sui canali social del Cas, il Consorzio per le Autostrade Siciliane che gestisce le autostrade A18 Catania-Messina e A20 Messina Palermo: «Autostrade Siciliane comunica che, presso i caselli dislocati lungo l'Autostrada A18 Me-Ct e A20 Me-Pa, a partire dal giorno 8 settembre 2025 e fino a successiva comunicazione, il pagamento con carta di credito sarà consentivo esclusivamente presso le uscite manuali con esattore». Pochi giorni dopo, a ottobre, arriva l'integrazione: mica vale solo per le carte di credito, anche per i bancomat. Così, di fatto, le monetine sono diventate un obbligo per gli automobilisti siciliani. Soprattutto se devono affrontare uscite autostradali diverse da quelle principali, in cui è più facile sperimentare l'assenza di operatori e, dunque, l'attivazione delle sole casse automatiche. Con il risultato, più volte lamentato dagli automobilisti di mezza Isola, che si creano code anche laddove si potrebbero evitare.

La ragione della sospensione della possibilità di pagare il pedaggio autostradale tramite moneta elettronica è da individuarsi nella gara d'appalto per i "Lavori di implementazione degli automatismi nelle stazioni autostradali (casse automatiche), completamento dell'adeguamento del sistema europeo di telepedaggio e adeguamento tecnologico dei varchi". Un bando pubblicato fra il 24 e il 30 dicembre 2024 (sul sito dell'Anac è riportata la data della vigilia di Natale; sul portale degli appalti della Regione Siciliana, invece, quella della vigilia dell'ultimo dell'anno), del valore complessivo di 5.617.739,70 euro.
Il percorso dell'appalto
«La manutenzione dell'autostrada A20 Messina – Palermo, A18 Messina - Catania, rientra tra i compiti istituzionali principali in capo al Consorzio per le Autostrade Siciliane quale Ente di gestione di detta tratta autostradale», si legge fra gli atti di gara. E ancora: «È necessario aumentare gli automatismi relativi all'esazione pedaggio». Da cui la necessità di affidarsi a un operatore che possa fare i lavori su tutti i caselli di tutt'e due le autostrade isolane principali. Ai 5,6 milioni dei lavori, vanno aggiunti poi 1.775.682,30 euro di cifre a disposizione del Cas per pagare, per esempio, i collaudi, la commissione di gara o il conferimento in discarica dei materiali di risulta prodotti.
A ben guardare i documenti, poi, si scopre che, nonostante l'appalto sia stato bandito a dicembre 2024, la genesi dell'operazione di ammodernamento dei caselli è da rintracciarsi più indietro nel tempo, addirittura al 2020, quando la realizzazione del progetto è stata aggiudicata a un professionista di Messina. Va da sé che, fra il 2020 e il 2026 di cose ne sono cambiate molte. Soprattutto in termini di costi. Così l'adeguamento dei preziari regionali genera un aumento del costo complessivo delle opere di circa un milione di euro fra quando il progetto è stato redatto e quando, invece, sono andati a bando i lavori.
Bisogna aspettare dicembre 2025 perché si arrivi all'aggiudicazione dell'appalto. Alla procedura di gara europea, infatti, partecipano tre aziende. In prima posizione si classifica la società Gng srl di Favara, nell'Agrigentino, che indica come impresa ausiliaria il consorzio stabile Artemide e offre un ribasso del 25,199 per cento rispetto alla base d'asta. Un'offerta ritenuta buona oltre la soglia di anomalia. Scattano, quindi, le verifiche della commissione aggiudicatrice. A un certo punto, i tecnici chiedono anche un parere legale. «L'impresa ha effettivamente prodotto le offerte ricevute dai propri fornitori per la fornitura dei materiali e dei servizi inclusi nell'appalto. Tali documenti risultano idonei a giustificare in modo coerente i prezzi praticati per le relative lavorazioni, motivo per cui su tale punto non emergono osservazioni», scrive la commissione giudicatrice. L'importo contrattuale finale, così, è di 4.206.797,60 euro. Come si legge nel decreto di aggiudicazione definitiva firmato dal responsabile unico del procedimento, il geometra Amedeo Branca, e dal direttore generale del Cas, Calogero Franco Fazio.
Il nuovo rallentamento per carenza di personale
Secondo il capitolato, la durata dei lavori è di 730 giorni naturali e consecutivi a partire dalla data di stipula del contratto o da quella del verbale di consegna dei lavori. Il fatto, però, è che perché le cose vadano avanti c'è bisogno di un Coordinatore di sicurezza e ispettore di cantiere. Figure che il Cas non ha. «La grave carenza di personale tecnico in cui versa il Consorzio non permette di affidare a personale interno gli incarichi», scrivono le Autostrade siciliane. Perciò è necessario bandire una gara anche per trovare questi professionisti. Importo complessivo: 79.685,26 euro. A ottobre 2025 viene avviata una procedura negoziata: vengono invitati cinque operatori economici, ma solo due presentano un'offerta: uno offre il 100 per cento di ribasso, l'altro il 35. Vengono esclusi entrambi.
L'ultimo aggiornamento pubblico porta la data del 6 febbraio 2026. «Considerato che la procedura negoziata non è andata a buon fine», si legge in un decreto firmato dal direttore generale, e considerato altresì che «occorre procedere con urgenza all'esecuzione dei lavori», visto che l'importo lo consente (79mila euro sono ampiamente inferiori ai 140mila euro fissati dalla legge per l'obbligatorietà delle gare pubbliche) si può fare un affidamento diretto. Con lettera d'invito e disciplinare d'incarico. Non è ancora chiaro, però, se l'affidamento sia avvenuto e, in caso affermativo, a chi. All'amministrazione trasparente del Cas non risultano documenti in proposito. E intanto gli automobilisti senza spicci restano fermi alle casse automatiche davanti a una sbarra che non si alza.