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Asili nido a Catania: le famiglie rispondono e si estende il tempo pieno. Ma gli obiettivi Ue sono ancora molto lontani

La sperimentazione sta funzionando e l'allungamento dell'orario fino alle 16.30 verrà esteso ad altri quattro plessi. Ma resta ancora moltissimo da fare

21 Marzo 2026, 13:59

18:21

Asili nido a Catania: le famiglie rispondono e si estende il tempo pieno. Ma gli obiettivi Ue sono ancora molto lontani

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Catania ha un enorme problema di povertà educativa. Lo dicono tutti i numeri, da ultimo il record di minori denunciati per associazione mafiosa nei primi sei mesi del 2025, ben 15 sui 46 totali in tutta Italia. Lo racconta la quotidianità di chi ogni giorno si spende sul territorio per formare i più piccoli. L'aumento dei posti complessivi negli asili nido comunali e il buon andamento della fase di sperimentazione del tempo pieno per i bimbi sotto i tre anni sono due raggi di sole nel buio.

Da venti giorni il Comune ha aperto gratuitamente quattro asili nido fino alle 16.30 avviando un servizio mensa. Lo ha fatto nelle strutture di Acquicella Porto, Forlanini, via del Nespolo e Galermo. E la risposta delle famiglie è stata incoraggiante. In tutti e quattro gli asili si è rapidamente raggiunta la soglia minima delle 15 richieste, necessaria per far partire l'operazione. Questo ha incoraggiato l'amministrazione a estendere la sperimentazione ad altri quattro plessi: Calipso, Cannizzaro, Pitagora e Villaggio Sant'Agata. Anche qui, prima di ufficializzare la notizia, sono state sondate le famiglie e ci sono i numeri per partire. Per queste strutture è ancora possibile iscriversi al servizio pomeridiano, che è gratuito, almeno per quest'anno: il Comune sta utilizzando «le risorse disponibili e quelle del contributo regionale dedicato al sistema integrato di educazione e istruzione, in una prospettiva di equità e accessibilità per tutti i nuclei familiari».

Per il sindaco Enrico Trantino e l'assessora alle Politiche sociali Serena Spoto «l'adesione massiccia delle famiglie alla sperimentazione ci ha confermato che abbiamo intercettato un'esigenza reale e diffusa del territorio. Raddoppiare l'offerta portando a otto gli asili con orario prolungato - dicono - rappresenta un investimento concreto sull'infanzia e sul sostegno alle famiglie. Crediamo che sia da qui, dall'attenzione ai più piccoli e al supporto ai genitori, che si costruisce il futuro della nostra comunità». 

Attualmente i posti negli asili nido comunali sono largamente insufficienti. I numeri complessivi li ha messi insieme il Forum comunità educanti di Catania: in città nella fascia di età 0-2 anni vivono più di 7.400 bambini. Quelli che frequentano un asilo nido sono 624 , appena poco meno del dieci per cento, un dato lontanissimo dall'obiettivo minimo del 33% che ha chiesto l'Unione europea (la media nazionale è del 31,6%). Gli asili nido, tra l'altro, sono stati inseriti tra i livelli essenziali delle prestazioni, che fissano un minimo del 33% entro il 2027. Il Forum fa il paragone con Firenze, dove il numero totale dei piccoli sotto i due anni è simile (nel capoluogo toscano sono 6.958) ma in percentuale quelli che frequentano un asilo nido è otto volte maggiore: sono 2.780, il 40 per cento. Non va meglio per il tempo pieno alle elementari: nella città metropolitana di Catania solo il 9 per cento lo frequenta (dati Istat sul 2024), a Firenze è il 71 per cento. 

Altra piccola buona notizia arriva in questa direzione. Entro il 30 giugno il Comune conta di attivare 210 nuovi posti in sette asili nido di caseggiato, portando così i posti complessivamente disponibili inq eistonsegnento di offerta a 522Di strada da fare ce n'è ancora molta. 

Finita la fase di sperimentazione sul tempo pieno totalmente gratuito, da settembre qualcosa potrebbe cambiare. L'amministrazione comunale sta valutando di uniformare l'offerta introducendo un pagamento anche per il servizio pomeridiano (così come avviene per quello della mattina), scaglionato in base all'Isee e lasciandolo gratuito per la fascia che - è questa ancora un'ipotesi al vaglio dell'assessorato - è sotto i 15mila euro.

«Stiamo lavorando a un regolamento per tutti gli asili, i nido e quelli di caseggiato», spiega l'assessora alle Politiche sociali Serena Spoto. Al momento negli asili di caseggiato con orario continuato, a differenza degli asili nido, non c'è la mensa: sono i genitori a portare il necessario per il pranzo. E così continuerà a essere anche da settembre. «Pensiamo di equiparare gli asili di caseggiato, al momento gratuiti per tutti, ai nido dove si paga in base all'Isee, mentre - conclude Spoto - per chi vorrà continuare a lasciare i bambini fino alle 16.30 si introdurrà un incremento minimo, perché la logica resta quella di combattere la povertà educativa sin dai primi anni».