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la protesta

Alla Civita si forma un comitato che minaccia di bloccare la riqualificazione: progetto per i crocieristi, non per i residenti

"Pedonalizzazione fin troppo estesa, parcheggi inesistenti, disagi per gli anziani: una situazione non tollerabile"

02 Marzo 2026, 00:02

Alla Civita si forma un comitato che minaccia di bloccare la riqualificazione: progetto per i crocieristi, non per i residenti

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Il salone della moschea della Misericordia era occupato per la cena comunitaria per la rottura del digiuno del Ramadan, così l’assemblea degli abitanti della Civita per discutere del progetto di “riqualificazione” voluto dalla Giunta si è tenuta in piazza Cutelli. Un’occasione per ribadire la propria contrarietà al progetto per motivi di merito e di metodo. Ad essere contestato è il fatto che i residenti non sono stati consultati e che il progetto non rispetta i loro bisogni, ma è teso esclusivamente a rendere bello e sicuro l’accesso al centro storico ai crocieristi che arrivano al porto e che si fermano in città per poche ore.

Non solo. Dalle carte ottenute dopo l’incontro di gennaio con l’assessore e il direttore all’Urbanistica hanno appreso che la pedonalizzazione dell’area non include solo via Porta di Ferro e via Graziella, ma anche le vie Vecchia Dogana, Vecchio Bastione, Dusmet, San Gaetano e Vittorio Emanuele, nel tratto antistante il Convitto Cutelli. La prima via sarà ripavimentata con ghiaia drenante e arredata con panchine e alberi, come in piazza Cardinale Pappalardo (già Duca di Genova), mentre nelle altre il sedime in basolato sarà rialzato fino all’altezza dei marciapiedi e saranno realizzate panchine che delineano isole a verde.

Una soluzione criticata per il rischio che, senza più marciapiedi, le forti piogge allaghino le case terrane, e nella convinzione che i tanti giovani che frequentano dancing del porto, ristoranti e pub della zona rendano la loro vita ancora più difficile. Già adesso - denunciano - si ubriacano, fanno pipì e sesso per strada, e disturbano con gli schiamazzi. Le panchine, davanti alle case, peggiorerebbero la situazione.

Ancora. I residenti non avrebbero dove posteggiare le auto e questo renderebbe impossibile la vita ai tanti anziani e disabili dell’area, tanto più che non ci sono supermercati in zona cosicché dovrebbero caricarsi per portare a casa la spesa. Né considerano soluzioni praticabili parcheggiare al porto, per la durata dei lavori, o pagare per un posto nella lontana piazza Lupo quando ci sarà l’annunciato parcheggio.

Di qui la decisione di formalizzare la costituzione del Comitato dei residenti della Civita, di preparare un dossier sugli anziani e sui disabili residenti nell’area e sui problemi e sulle esigenze degli abitanti e di andare al Comune per fare valere le proprie ragioni dicendosi determinati a bloccare i lavori se le loro richieste non dovessero essere accolte. L’amministrazione, denunciano, interviene nello spazio pubblico seguendo principi propri soltanto di una parte della cittadinanza e con «una visione superficiale e volutamente staccata dalla vita reale». A loro avviso i quattro milioni dai Fondi sviluppo e coesione europei - e i due anni per realizzare il progetto - sarebbero meglio spesi, se tecnicamente possibile, per riparare i danni causati in città dal ciclone Harry. E concludono riaffermando il diritto ad autodeterminare la qualità e le finalità dei progetti che li riguardano e contestando «questo modo di fare politica».