l'allarme
Ciclone Harry: canali ostruiti, mare a rischio e nodi di responsabilità
Pericolo esondazioni: il Comune avvia gare con 200.000 euro, ma servono interventi strutturali e chiarimenti tra Autorità di Bacino e Città metropolitana
Il ciclone “Harry” torna a presentare un nuovo conto. Non si parla dei danni visibili su cui in qualche modo si sta intervenendo, ma delle ostruzioni dei corsi d’acqua negli sbocchi a mare che, se trascurate, rischiano di diventare un pericoloso boomerang anche in vista della ormai prossima stagione estiva.
Un esempio, e ne avevamo scritto subito dopo il ciclone, riguarda il canale Arci che attraversa la zona industriale, sfocia alla Plaia e su cui da subito i balneari avevano denunciato non solo il riempimento dell’alveo di detriti e materiale di risulta dei vicini lidi distrutti, ma anche di una gran quantità di sabbia trascinata a monte e che ancora oggi ostruiscono il regolare deflusso delle acque a mare.
La contingenza è comune anche agli altri corsi d’acqua che sfociano alla Plaia come il Forcile, che tra le altre zone attraversa il Villaggio Santa Maria Goretti, e l’Acquicella, che lambisce il Cimitero, per cui senza sfogo a mare le esondazioni in caso di maltempo sono praticamente assicurate.
E non va meglio al Lungomare.
In questo senso, chi deve fare cosa? Va dato atto al Comune di non aver certo perso tempo e «almeno nei tratti di nostra competenza - ha precisato Giovanni Petralia, assessore alle Manutenzioni - si è in fase di gara per la rimozione degli intasamenti e il ripristino del corretto deflusso idrico dei canali di foce. Parliamo del canale Arci alla Plaia e delle condotte all’altezza di piazza Sciascia e quella tra il porto e il Lungomare, che risultano completamente ostruiti».
Quali sono i tempi per la gara e i fondi stanziati? «La gara si concluderà entro 20 giorni, per cui abbiamo stanziato circa 200 mila euro di fondi comunali. Fatti i dovuti sopralluoghi ci siamo mossi subito con i nostri uffici redigendo il progetto per poter avviare la gara e riuscire a intervenire in tempi congrui».
Detti interventi richiederanno oltre alla rimozione anche la successiva catalogazione del materiale rimosso per il corretto conferimento, si parla di circa due settimane di lavoro per il canale Arci e otto giorni per il canale Fontanarossa, così come per gli emissari in piazza Sciascia.
Per quanto riguarda Forcile e Acquicella invece è la Direzione Politiche per l’Ambiente del Comune ad averci confermato di «aver effettuato sopralluoghi per la valutazione dei danni subito dopo il ciclone, con l’esecuzione di primi interventi urgenti. Ma, ora, vanno previsti interventi strutturali da parte dell’Autorità di Bacino». Ovvero della Regione.
Ente, non il solo, chiamato in causa anche nel caso del Villaggio Primosole Beach a Vaccarizzo dove lo stesso assessore Petralia era andato per verificare la situazione «constatando l’ostruzione dello sbocco a mare del canale di scolo. Non è di mia pertinenza, ma mi sono impegnato a contattare chi di competenza per far sì che si intervenga nei tempi più celeri possibili».
«Noi avevamo avuto le autorizzazioni dall’Autorità di Bacino - dicono dal Comitato Primosole Beach - ma non da Città metropolitana. Cosa dobbiamo fare?». Già, cosa?