La scuola presa di mira
Terzo furto di rame in un mese all'istituto San Giorgio. «Danni da 90mila euro. Si riapre a fine mese»
A Librino, in viale Grimaldi, da metà gennaio sono stati oltre 700 metri i cavi rubati nottetempo. Ieri notte l'ultimo episodio: «Per fortuna i nuovi materiali non c'erano ancora», riferisce l'assessore all'Istruzione
La scuola San Giorgio in viale Grimaldi
Non c’è pace per il plesso “Borsellino” dell'Istituto comprensivo San Giorgio, in viale Grimaldi. Dopo i furti di cavi di rame dello scorso gennaio, il più grave dei quali proprio nei giorni dell'allerta meteo per il ciclone Harry, la scuola di Librino ha subito questa notte un terzo "raid", che ha causato nuovi gravi danni alla centralina elettrica. Ma il danno è stato limitato perché «Per fortuna i nuovi materiali non c'erano ancora», riferisce l'assessore all'Istruzione del Comune Andrea Guzzardi. La scuola è ancora chiusa e il motivo è «che il danno è molto maggiore rispetto a quanto inizialmente constatato. Parliamo di oltre 700 metri di cavi di rame rubati». E Guzzardi, che rende noti anche i costi. «Da un primo preventivo per il primo furto da 8mila euro dalla cabina siamo poi passati a 40mila dopo il secondo furto. Oggi il costo è lievitato a 90mila euro», spiega. Un costo abnorme e «anche se abbiamo la somma in bilancio non posso prendermi la responsabilità per un ripristino con il rischio di un nuovo furto. Sarebbe come bruciare 90mila euro dalle casse comunali».
Restano da quantificare «i danni di questo terzo furto, sul quale questa mattina i genitori si sono confrontati con me, la preside e l'assessore. Io non credo che nessuno abbia visto nulla. In ogni caso si stanno approntando dei sistemi d'allarme e anche la polizia municipale farà vigilanza continua», sottolinea il presidente della VI municipalità, Francesco Valenti.
Nel frattempo proseguono i disagi per gli alunni: sono stati in parte trasferiti nel plesso “Orchidea” di Stradale San Giorgio, dove però ci si deve adattare a degli spazi non ottimali. «Per il resto, ho preferito farli restare in didattica a distanza in attesa dei lavori», dice Guzzardi che parla di un possibile ritorno alla normalità «in 13 giorni». Entro fine mese quindi il plesso riaprirà «spero prima ma non voglio dare false illusioni». La soluzione sia per risparmiare che per risolvere il problema del furto di cavi richiede infatti «tempi, soprattutto burocratici, lunghi. Con Enel si è pensato di sostituire la cabina elettrica, di proprietà comunale, con un contatore ad alto voltaggio gestito direttamente dalla società. Ma questo passaggio richiede tempi una trentina di giorni circa. Hanno portato via lunghissime bobine di cavi di grande diametro. Sono quelli che collegano la cabina elettrica esterna alla scuola. Spiace che nessuno abbia visto nulla». Altra soluzione, in attesa di quella definitiva del contatore al posto della cabina esterna, è quella di «creare un bypass provvisorio. In ogni caso - prosegue Guzzardi - proveremo a installare dei cavi non in rame per evitare nuovi furti». Soluzioni alternative che porteranno la spesa «da 90mila i 40mila euro circa».
Guzzardi ricorda infine due episodi simili accaduti sempre a Librino lo scorso anno. «Alla scuola Brancati di viale San Teodoro, i danni dovuti ai furti furono solo alla cabina elettrica e risolti in una decina di giorni. Alla Rita Atria di viale Moncada abbiamo spostato il contatore che era prima preda di chi si allacciava abusivamente. La situazione della San Giorgio è più grave». Per quanto riguarda la scuola Rita Atria nel plesso di Vaccarizzo, senz’acqua per giorni «il problema è risolto, ma sottolineo che non è dipeso da noi ma da lavori del Consorzio di bonifica».

