Il caos spiegato
Catania, svelato il “mistero” del tappo di ieri alla Circonvallazione: ecco cosa è successo
Il traffico ha alla base un problema ben noto: l'abbattimento del ponte del Tondo Gioeni. A spiegarlo, dati alla mano, i docenti di UniCt Vincenza Torrisi e Pierfrancesco Leonardi
Non è solo una “voce di popolo”: l’eliminazione del ponte del Tondo Gioeni è effettivamente un problema per il traffico cittadino. Che si ripercuote a cascata anche su tangenziale e paesi etnei. La dimostrazione pratica l’hanno vissuta decine di migliaia di catanesi imbottigliati nel traffico per ore lo scorso martedì mattina. Ma sono soprattutto i numeri a dimostrarlo, specificamente quelli raccolti dal Laboratorio di Mobilità Sostenibile dell’Università di Catania. «Abbiamo vari sensori piazzati all’ingresso della città, monitoriamo costantemente il traffico. E la media di veicoli che passano lungo la circonvallazione nei giorni di punta, ovvero da martedì a giovedì, è di 35mila al giorno per corsia. Di questi al Tondo Gioeni ne passano 25mila, sempre per corsia». A dirlo è la professoressa Vincenza Torrisi, docente di Trasporti, che sul “tappo” di traffico che lo scorso martedì ha di fatto causato lo stop di ogni attività cittadina spiega: «Il restringimento di carreggiata dovuto ai lavori sulla rotonda non è di per sé sufficiente a spiegare il fenomeno, ma è come la classica goccia che fa traboccare il vaso: in quell’area oltre al traffico eccezionale che normalmente è costantemente vicino al punto di saturazione, ci sono due torna indietro a pochi metri. Quando c’era il ponte il flusso era diviso su due livelli, ora non più e il torna indietro all’altezza dell’ex sede de “La Sicilia” è diventato il punto critico. Non è un caso che il blocco si sia risolto quando la polizia locale ha chiuso il torna indietro quella mattina».
Basterebbe quindi eliminare quel torna indietro? «Potrebbe dare un grande contributo - aggiunge il ricercatore Pierfrancesco Leonardi - ma non si può fare: quel torna indietro è l’unico sfogo per chi arriva salendo dalla via Etnea, un unico passaggio necessario. Anche perché secondo le nostre simulazioni l’unica alternativa, ovvero riaprire l’ingresso alla circonvallazione dal tratto finale di via Caronda, peggiorerebbe solo le cose creando restringimenti». Dall’analisi degli esperti emerge quindi una città «con il problema, quasi unico in Italia e non solo, di avere dalle 7 del mattino alle 20 di tutti i giorni feriali un flusso costante di pendolari in ingresso e poi in uscita tutti insieme allo stesso orario», sottolinea ancora Torrisi. Che aggiunge come «il progetto dell’attuale rotonda del Tondo Gioeni sia stato in realtà modificato: in origine era previsto un sottopasso, simile a quello su via Fleming. Inoltre davanti alla fontana quel marciapiedi non utilizzato è un ulteriore ostacolo al flusso. La scelta è stata diversa da quella ottimale». L’unico modo per eliminare questi momenti di caos «che comunque si verificano ogni giorno, anche se per durate, secondo i nostri dati, mediamente non più lunghe di 15-20 minuti» è quello di gestire al meglio la situazione. Cosa che, evidentemente, non è stata fatta, visti i lavori in pieno giorno per realizzare il nuovo "rain garden" al Tondo Gioeni.
«Sul blocco del traffico influiscono più fattori: il restringimento di carreggiata martedì si è sommato alle auto parcheggiate in divieto nei pressi del torna indietro, di fronte alle varie cliniche. C’è stato poi un afflusso più alto dovuto probabilmente al “post Sant’Agata”, settimana nella quale in molti hanno forse rimandato varie commissioni in centro». E naturalmente l’indisciplina degli automobilisti fa il resto: «Davanti al Tondo Gioeni - riprende Leonardi - gli automobilisti rallentavano per vedere i lavori. Poi moltissimi non rispettano le precedenze e le corsie preferenziali vengono ignorate». Quel che invece va meglio è il rispetto dei limiti di velocità, dovuto solo in parte all’installazione degli autovelox: «Il 90% degli automobilisti, ci dicono i dati, sta sotto la soglia dei 50 chilometri orari nelle ore diurne. Una percentuale che scende al 70% la notte. Ma questo - conclude Torrisi - si spiega soprattutto perché di giorno il grande flusso di auto impedisce di andare sopra una certa velocità. Un “traffic calming naturale”».

