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IL CASO

Un tubo perde e a scuola non si può andare da quasi due settimane: l'Odissea dei ragazzi di Vaccarizzo

«Il problema non è la perdita, ma ogni quanto il Consorzio di bonifica manda l'acqua diretta», spiega l'assessore Andrea Guzzardi. Forse stamattina ci saranno novità

10 Febbraio 2026, 11:56

Un tubo perde e a scuola non si può andare da quasi due settimane: l'Odissea dei ragazzi di Vaccarizzo

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Solo stamattina si saprà se i piccoli alunni dell'istituto comprensivo “Rita Atria” del plesso di Vaccarizzo potranno tornare in classe, dopo un'assenza di circa due settimane. La ragione? La mancanza d'acqua, che certo è cronica nella zona ma si è ulteriormente acuita a seguito delle conseguenze del ciclone Harry sulla rete idrica (e non solo).

La notizia sulla delicata situazione è arrivata alla nostra redazione, contattata da un gruppo agguerrito di mamme che si era presentata a scuola per avere conto e ragione della situazione, a detta loro «diventata insostenibile». La squadra di mamme era composta tra le altre da Francesca Lizzio, Giada Scalia, Francesca Marletta, Veronica Zappalà, Orsola Salamone, Valeria Battaglia e Stefania Scalia che, tra le rivendicazioni, hanno avanzato quella di «non essere state informate da nessuno né sulle tempistiche di intervento, tanto meno su quelle di ripristino delle minime condizioni che riteniamo essenziali per il ritorno in classe dei nostri figli».

L'assessore alla Pubblica istruzione Andrea Guzzardi, da noi contattato, ha dato la sua versione dei fatti: «Venerdì 29 gennaio ero stato avvisato dalla preside in merito alla mancanza di acqua. Il Consorzio di bonifica ci aveva informato su una perdita nella condotta, che stavano ripristinando e poi risolta il 3 febbraio. Nei giorni successivi la scuola era rimasta chiusa per la festività di Sant'Agata, sabato e domenica il servizio idrico è comunque sospeso, solo stamattina (ieri per chi legge, ndc) alle 9 hanno mandato l'acqua e si stanno riempiendo le vasche». La «risoluzione del problema» stava nel ripristino del tubo che porta l'acqua alla scuola e che le mamme ci hanno mostrato, un tubo che tra le altre cose nella giuntura mostra una perdita continua d'acqua.

«Il problema – ha rilevato Guzzardi – non è tanto il tubo, ma ogni quanto tempo l'acqua diretta viene garantita». Un tema, quello dell'acqua a singhiozzo, sollevato a più riprese. Con l'aggravante che l'acqua, essendo fornita dal Consorzio di bonifica, non è neanche potabile, ma solo idonea all’uso agricolo. «Io – ha rivendicato l'assessore – a differenza di chi c’era prima ho fatto installare l'impianto di acqua potabile a scuola, che prima non esisteva. Ma lì – è la riflessione – bisognerebbe portare le condotte di acqua di città». Sul mancato avviso alle famiglie degli alunni la risposta di Guzzardi è stata chiara: «Io avviso la scuola, venerdì avevo detto che entro lunedì il Consorzio di bonifica avrebbe risolto».

«L'acqua è mancata dal 27 e non dal 29 – hanno precisato le mamme – Ma sul ripristino di un servizio che riteniamo essenziale avremo notizie solo domani mattina (stamattina per chi legge, ndc) e solo per bontà di chi del personale scolastico arriverà per primo in istituto e ci vorrà avvisare. Non è la sola criticità che intendiamo sollevare». Quali altre? «Intanto che la scuola sia resa igienicamente fruibile, che si intervenga sul verde esterno non scerbato, ma anche sulla stretta strada a doppio senso che porta alla scuola e su cui, dopo il ciclone, si è formata una voragine. Quanto ci vorrà per intervenire?».