Dopo il ciclone
Gli 1,5 miliardi di danni di Harry in Sicilia consentiranno ai lidi la proroga delle concessioni
Ristori, finanziamenti e lavori semplificati in deroga per chi ha una concessione demaniale: ieri la riunione all'Ars
In Sicilia i danni causati da “Harry” sono stati stimati più volte man mano che emergeva la dimensione del disastro. Da 500 milioni si è passati a 740, poi un miliardo. E adesso sembra che i danni ammontino ad oltre 1,5 miliardi di euro. Ma l’enormità del disastro potrebbe essere anche l’escamotage per tornare il prima possibile alla normalità, almeno dal punto di vista di chi ha concessioni demaniali per porti e spiagge.
La cifra è emersa ieri, per voce dell’assessora del Territorio e Ambiente della Regione siciliana Giusi Savarino, nel corso della riunione tenutasi alla IV Commissione dell’Assemblea regionale siciliana dove sono intervenute le principali associazioni che rappresentano i concessionari.
E 1,5 miliardi - ha spiegato Savarino - è esattamente la cifra che consentirebbe alla Sicilia di andare in deroga alla norma Ue sulla concorrenza, la direttiva Bolkestein, che ad oggi non consente di prorogare le concessioni, molte in scadenza a maggio 2026. Una deroga “per calamità naturale” a norma dell’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell'Ue, che darà ai concessionari grandi opportunità: si è discusso di semplificazioni burocratiche per i lavori e accesso a finanziamenti - a fondo perduto del 40% - da Irfis. E, soprattutto, la certezza di avere un tempo congruo per eseguirli, quei lavori, con le concessioni tramutate in “concessioni-contratto” con durata calcolata sulla cifra dell’investimento.
Alla riunione di ieri c’era anche il sindacato italiano balneari Sib-Confcommercio Sicilia il cui presidente, Ignazio Ragusa, in attesa di fare stamattina un sopralluogo nel Ragusano col presidente nazionale di Sib Antonio Capacchione, parla dei danni alla Plaia di Catania. «Sono state spazzate via attrezzature e strutture precarie con danni da 10mila e centinaia di migliaia di euro». L’Ars, che ha anche bloccato i pagamenti degli oneri per le concessioni, darà ristori per 40,8 milioni di euro che si aggiungono ai 33,3 dell’emergenza nazionale. Ma il vero problema, «è che la spiaggia si è ritirata di decine di metri. La sabbia è stata portata via dalle onde e dal vento. Ripristinare il tutto in breve, in aree demaniali, si potrà fare solo con investimenti privati ingenti». Presente all’incontro anche Pietro Agen, presidente di Confcommercio Catania: «Senza le proroghe nessuna banca concederebbe mai i finanziamenti. E dall’altro lato, se ricevessi i ristori con la concessione in scadenza, perché dovrei spenderli per riparare le aree demaniali? La Regione c’è, e speriamo anche lo Stato. Ma su questo la visita di Meloni ci tranquillizza».