dopo la tragedia
"Resto": adesso più controlli nei "pub da sballo"
A pochi giorni dai fatti di Crans Montana residenti e associazioni del centro storico lanciano l'allarme
Un'immagine di Rogelio Gonzalez
Bar (o pub) “da sballo” ce ne sono da sempre in città, eppure a seguito della tragedia di Capodanno a Crans Montana l'attenzione dei catanesi non sembra aver dato “segnali di vita”.
A spezzare il silenzio è “Resto" (REsidenti centro STOrico), rete composta dall'Associazione Centro Storico (Acs) e dai Comitati “Gemmellaro-Sciuti”, “dell'Indirizzo”, “di via Gisira”, “Bellini” e “Castello Ursino”, noti per la lotta contro la “mala-movida”. Mala-movida che ora sembra avere certificato il suo “upgrade”.
«Da sempre parliamo di pub camuffati da discoteche - rileva la portavoce di “Resto", Anna La Bruna - con assembramenti incontrollati sia al loro interno che all'esterno, con occupazioni di suolo pubblico che spesso impediscono il passaggio di mezzi di soccorso quando necessari. Dopo Crans Montana la questione sicurezza ha assunto carattere di urgenza e nelle città con cui siamo “gemellati”, Venezia, Firenze, Roma e Napoli, i provvedimenti sono stati immediati».
Sullo sfondo resta il lavoro costante delle forze dell’ordine, impegnate anche sul fronte del contrasto di eventi organizzati per attrarre grandi numeri di clienti paganti in locali non adeguati al flusso perché, appunto, non sono discoteche e dunque non rispettano le regole di sicurezza, antincendio, gestione e i costi che ciò comporta. Gli ultimi due casi in ordine di tempo “di cessazione immediata dell’attività di discoteca esercitata abusivamente” sono stati pubblicati sull'Albo pretorio del Comune, recependo i relativi verbali spiccati dalla questura dopo aver effettuato, come sempre, puntuali controlli.
Il primo riguarda un ristorante/pub in via Zolfatai, che “il 6 dicembre alle 3,55 vedeva in corso una serata danzante, biglietto d'ingresso di soli 5 euro, e aveva allestito una pista da ballo e un bancone di somministrazione di bevande alcoliche omettendo di tenere ed esporre in luogo ben visibile al pubblico il listino prezzi”.
Il secondo caso risale invece proprio alla notte di Capodanno (la stessa della tragedia di Crans Montana) quando, in piazza Cavour, all’1,20 circa i poliziotti avevano verbalizzato “una discoteca allestita in una villa, ma priva di qualsiasi autorizzazione con pista da ballo di circa 70 mq, impianto Hi-Fi e postazione dj. Circa 200 le persone presenti, che per accedere alla serata avevano pagato un biglietto di ingresso di 20 euro tramite bonifico bancario”.
«Come “Resto” - prosegue La Bruna - chiediamo alle istituzioni locali e statali di attivare verifiche a tappeto sul rispetto dei parametri della sicurezza. In molte città l'elusione delle regole da parte dei locali della movida in nome del “profitto” e della riduzione dei costi viene tollerata per la “libertà d'iniziativa economica”, ma spesso così si calpestano la vita e la salute di lavoratori del settore, di avventori e residenti. I Comitati e i singoli residenti, senza essere purtroppo ascoltati, di frequente segnalano al Comune e alla polizia locale situazioni di insicurezza e mancato rispetto delle regole, sollecitano interventi e controlli che non vengono eseguiti nella stragrande maggioranza dei casi. I controlli non sono burocrazia, piuttosto le norme sulla sburocratizzazione impongono una intensificazione dei controlli e delle sanzioni se non si vuole ridurre la macchina amministrativa comunale al recepimento delle auto-dichiarazioni dei gestori e della riscossione dei tributi locali. La tragedia al “Constellation” si poteva evitare, esprimiamo la nostra solidarietà ai familiari delle vittime e dei feriti e proprio per questo ogni sforzo deve essere fatto affinché tali disgrazie non si ripetano».