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LA PROPOSTA

Il viadotto incompiuto che da quarant'anni deturpa il paesaggio di Siculiana: demolirlo costa 3 milioni ma c'è un'idea per trovare i fondi

L’opera, concepita per scavalcare la statale 115 e collegare il centro abitato alle località balneari, fu abbandonata e oggi è un troncone senza funzione

Alfredo Zermo

08 Gennaio 2026, 16:36

Il viadotto incompiuto che da quarant'anni deturpa il paesaggio di Siculiana: demolirlo costa 3 milioni ma c'è un'idea per trovare i fondi

A Siculiana, nell’Agrigentino, da quasi quarant’anni resiste la metà di un viadotto rimasto incompiuto. L’opera, concepita per scavalcare la statale 115 e collegare il centro abitato alle località balneari, fu abbandonata e oggi è un troncone senza funzione. Per il sindaco Giuseppe Zambito si tratta di un inutile scheletro di cemento che deturpa il paesaggio e che andrebbe demolito.

«Ma anche demolire costa, e per buttare giù questo ecomostro servirebbero almeno 3 milioni di euro. Soldi che il comune non ha», sottolinea il primo cittadino. Da qui l’idea di promuovere «Orizzonte libero», un’iniziativa pensata come risposta al degrado. Il progetto mira a sostenere una proposta di legge regionale per l’abbattimento delle opere incompiute e il ripristino della bellezza dei luoghi.

In questa direzione, Zambito ha predisposto un appello al governo regionale e ai gruppi parlamentari dell’Ars, invitando tutti i comuni siciliani a sottoscriverlo. L’obiettivo è istituire un fondo straordinario a disposizione delle amministrazioni locali per finanziare le demolizioni, a partire dal «mezzo ponte» di Siculiana.

I costi di rimozione delle infrastrutture che sfregiano il territorio, infatti, sono insostenibili per i municipi. «Pur avendo la volontà di intervenire - spiega il sindaco - i bilanci comunali non possono sostenere costi così onerosi, e noi siamo letteralmente prigionieri di una politica del passato, che vedeva nel cemento l’unico sviluppo. Oggi vogliamo liberare quella bellezza che è il nostro vero patrimonio, ripristinando i luoghi, aumentando gli spazi verdi a disposizione della collettività».