Il caso a Catania
Scarcerato il papà orco, l'indagine non si ferma: eseguiti accertamenti e interrogatori
Ha lasciato, ieri pomeriggio, il carcere di Piazza Lanza il 59enne che ha picchiato con un cucchiaio di legno un bimbo di dieci anni in una casa a San Cristoforo. L’aggressione è stata ripresa con un cellulare dalla sorellina della vittima e poi è diventato virale su TikTok. Il gip Luigi Barone non ha convalidato il fermo del patrigno che è stato eseguito sabato notte dalla squadra mobile e inoltre ha respinto la richiesta dei pm di emettere una misura cautelare ritenendo non vi siano i presupposti. Anzi Barone ha valutato che un provvedimento cautelare potrebbe compromettere il sostegno istituzionale di cui la famiglia avrebbe urgentemente bisogno per garantire un ambiente di crescita sano ai minori.
Il giudice, quindi, al termine dell'udienza di convalida ha disposto l'immediata scarcerazione del padre del bambino. Alla base delle motivazioni che hanno portato il gip a questa decisione ci sarebbe il fatto che l'accusa di maltrattamento aggravato non sarebbe supportata da indizi che ne certifichino la gravità anche perché, al momento, l'unico riscontro è il contenuto del video. Comunque per il gip Barone non vi sarebbe nemmeno il pericolo di fuga considerando che l'uomo si è presentato spontaneamente da solo negli uffici della squadra mobile di via Ventimiglia. Il solo video, secondo il giudice, non è sufficiente a delineare una serie di condotte ripetute nel tempo.
Il procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e il pm Alberto Santisi sono già pronti a impugnare il provvedimento davanti al Tribunale del Riesame. Il bimbo, pestato per oltre due minuti e mezzo, ha raccontato agli investigatori di un altro episodio di violenza avvenuto qualche tempo fa. E inoltre ha parlato anche di abusi nei confronti delle tre sorelline. La vittima ha spiegato di avere ricevuto una "punizione" simile a quella immortalata dal filmato dal padre quando aveva sette anni. Il bimbo sarebbe stato picchiato per essere salito in piedi sul banco della scuola. Il 59enne lo avrebbe inoltre schiaffeggiato in altre occasioni dicendogli che fino a quando non sarebbe diventato maggiorenne sarebbe stato lui il suo "comandante" e che avrebbe dovuto obbedirgli.
L'uomo, difeso dall'avvocato Adele Giunta, ha risposto alle domande del gip fornendo una sua versione dei fatti di quanto avvenuto lo scorso 15 dicembre. L’indagato, nel corso dell’udienza di convalida che si è tenuta ieri mattina nel carcere di Piazza Lanza, avrebbe detto di aver agito solo per correggere il figlio che sarebbe un bimbo problematico e difficile da gestire per i due genitori.
A sostegno della propria decisione, il gip ha citato anche la testimonianza della madre dell'undicenne che ha spiegato di aver visto l'ex convivente picchiare violentemente il figlio qualche giorno prima di Natale durante una delle visite a casa a San Cristoforo. L’aggressione è avvenuta in cucina: la donna ha detto di non essere intervenuta perché il ragazzino sarebbe ingestibile, non ascolterebbe, direbbe bugie, le avrebbe rubato dei soldi. L'unica persona di cui avrebbe veramente timore sarebbe stato il patrigno. La donna avrebbe detto all'ex compagno che sarebbe stato inutile picchiare il ragazzino perché tanto lui avrebbe continuato capricci e monellerie. Sarebbe stata lei il giorno dell'aggressione a chiamare l'ex per intervenire sul figlio che le aveva ancora una volta mentito su alcuni spostamenti. Quando il 59enne è arrivato nell’abitazione ha picchiato il bambino, come si vede dal video che è stato postato successivamente dallo stesso ragazzino come storia sul profilo Facebook del nonno.
Ieri sera inoltre sono arrivate le disposizioni del Tribunale per i Minorenni presieduto da Roberto Di Bella dopo che il fascicolo nel pomeriggio è stato messo sul tavolo del Palazzo di via Franchetti. I giudici minorili hanno emesso un provvedimento a tutela del ragazzino. I quattro fratelli hanno dormito ieri sera a casa dai nonni materni. Un ambiente che è stato ritenuto idoneo dagli attori istituzionali e giudiziari che si stanno occupando del caso di violenza domestica.
Ieri pomeriggio inoltre è stata una giornata di intenso lavoro da parte degli investigatori: sono stati svolti accertamenti a tappeto ed eseguiti diversi interrogatori a persone che possano permettere alla procura di ricostruire il contesto familiare e poter avere elementi utili per ribaltare quanto deciso ieri dal gip dopo l’udienza di convalida. Inoltre l'indagine potrebbe allargarsi anche sulla madre considerando le dichiarazioni rese agli inquirenti. Il procuratore aggiunto Sebastiano Ardita è stato negli uffici di via Ventimiglia fino a tarda sera.